Monfalcone, operazione “NO A.I.R.E.”: denunciata coppia per frode

09.10.20-09.20-Nella giornata di giovedì 7 ottobre, il sindaco di Monfalcone, Anna Cisint, ha dato comunicazione di una denuncia effettuata nei confronti di una coppia di coniugi italiani di origine straniera per aver indebitamente percepito misure di sostegno erogate da vari Enti pubblici nonostante avessero in realtà trasferito la residenza del loro nucleo familiare, con tre figli minori, nel Regno Unito. La denuncia è stata fatta dai finanzieri del Comando Provinciale di Gorizia, a conclusione di un’indagine di polizia giudiziaria su un’ipotesi di frode in danno del bilancio Nazionale, Regionale e Locale.

L’operazione “NO A.I.R.E.”, così chiamata, è stata svolta da indagini dirette dalla Procura della Repubblica di Gorizia, iniziate nel mese di giugno dello scorso anno, le quali hanno preso avvio da una segnalazione pervenuta alle Fiamme Gialle dalla Polizia Locale di Monfalcone. I suddetti, nel contesto di rapporti disciplinati da un protocollo d’intesa sottoscritto tra le Amministrazioni nello scorso 2019, hanno riferito alcune anomalie rilevate nell’ambito degli ordinari compiti ispettivi. Ciò ha permesso di accertare come i due coniugi – a partire dall’autunno del 2015 – avessero trasferito la propria residenza nel Regno Unito, senza provvedere all’iscrizione all’A.I.R.E. con l’effetto di celare la perdita dei requisiti alla percezione della pluralità di aiuti economici e di sostegno erogati da Enti pubblici a favore dei cittadini residenti in stato di bisogno. É stato possibile accertare ciò grazie all’esame dei tabulati delle utenze telefoniche, in quanto i cellulari degli indagati continuavano ad agganciare celle telefoniche britanniche. Inoltre, tutte le spese relative ai consumi in Italia di energia elettrica, gas e acqua si erano nel tempo azzerate, così come anche le prestazioni mediche richieste al Servizio Sanitario Nazionale. È stata infine acquisita documentazione riguardante lo svolgimento di attività lavorativa continuativa a Londra da parte di uno dei due coniugi. Prendendo in esame la documentazione bancaria, si è avuto conferma che gli sporadici rientri in Italia avvenivano solo per ritirare la pensione d’invalidità italiana relativa ad un figlio minorenne nonché altre misure di sostegno, oltre che per effettuare il disbrigo delle pratiche fiscali e amministrative necessarie a rinnovare le erogazioni dei citati benefici sociali.

Mantenendo, quindi, arbitrariamente in Italia la residenza anagrafica, i coniugi hanno usufruire da settembre 2015 ad oggi di vari benefici: pensione d’invalidità del figlio minorenne, mobilità ed anticipo mobilità, assegno per il nucleo familiare, bonus bebè, bonus Renzi e alloggio popolare con relativa esenzione TARI, percependo indebitamente la complessiva somma di quasi 60.000 euro. Al fine di sospendere le predette indebite erogazioni a carico dei bilanci pubblici e provvedere al recupero delle somme illecitamente ottenute, sono state inoltrate segnalazioni agli Istituti previdenziali e agli Enti territoriali.

L’attività di indagine si inserisce in una più ampia missione istituzionale di polizia economica e finanziaria con l’obiettivo di condurre, in modo sempre più mirato, la lotta contro le frodi nel settore della spesa pubblica previdenziale e assistenziale, garantendo nel contempo l’effettivo sostegno delle fasce più deboli della popolazione, contrastando il dispendio di risorse a beneficio di soggetti non aventi diritto.

[m.p.]

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