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venerdì, 30 Settembre 2022

Cisl FVG, “Imperativo tenere aperte le fabbriche”. L’appello di sindacato e imprenditori

08.10.2020 – 08.00 – Assicurare che le fabbriche, nonostante la ripresa della pandemia, possano rimanere aperte. E’ questo l’appello univoco di sindacato e imprenditori rivolto alla Regione, nel corso della tavola rotonda dal titolo “Evoluzioni. Cambiare per il futuro” promosso da Cisl FVG, al quale hanno partecipato il presidente della Regione Massimiliano Fedriga e il presidente di Confindustria Alto Adriatico, Michelangelo Agrusti.
Un altro lockdown
, è stato evidenziato, sarebbe disastroso per il Friuli Venezia Giulia, che, dal punto di vista occupazionale, rischia di retrocedere ai livelli della crisi del 2008. “Questo accadrà, ha spiegato il segretario regionale della Cisl Fvg, Alberto Monticco, se non sapremo attivare subito strumenti efficaci di medio lungo-periodo, adottando una strategia complessiva e non solo emergenziale” evidenziando la necessità di “spingere anche su nuove ed inedite misure di crescita e di sviluppo, nei settori privato e pubblico, per mantenere salda la produttività e i lavoratori ancorati ad aziende sostenute dal territorio e dalle sue istituzioni”.
Al contempo, è stata messa in luce l’esigenza di riattivare un “confronto proficuo” con la Regione, a partire dal tavolo sulla sanità, strettamente agganciato a quello del lavoro. “Ecco perché, ad esempio, bisogna utilizzare in modo veloce e accurato gli oltre 25 milioni già devoluti dal governo centrale” ha continuato Monticco.

Per il segretario generale della Cisl Luigi Sbarra quello di quest’anno sarà un “autunno rovente“, rimarcando dunque la necessità di costruire “politiche attive ben saldate ad ammortizzatori semplificati, mutualistici, universali”; per il segretario generale “il banco di prova decisivo” sarà anche quello dello smart-working, “da restituire alle relazioni industriali, attraverso la sigla di un accordo trilaterale per costruire affidamenti su autonomia del lavoratore, salario e orario, formazione, volontarietà, diritti alla privacy e alla disconnessione. Relazioni industriali e partecipazioni che saranno la chiave di volta per affrontare i cambiamenti imposti dal Covid”.
Su quest’ultimo punto, ha aggiunto, “la fase attuale assegna un ruolo determinante alla contrattazione e alla possibilità di costruire accordi innovativi e sfidanti sotto il profilo dei salari, della produttività, dell’organizzazione del lavoro. Gli accordi vanno avvicinati alla persona, sviluppando il secondo livello senza disarticolare il primo, rispettando i precetti del Patto per la Fabbrica e sviluppando un welfare negoziato, “portatile” e dal forte impianto sociale”. Il primo vero test in questo senso, ha concluso, sarà anche l’utilizzo del MES e la gestione del Recovery Plan”.

“Anche i sindacati” ha spiegato il Presidente Fedriga nel corso del suo intervento, “devono far presente al Governo che non si possono dare risposte diverse in un momento di crisi economica che ha coinvolto tutto il Paese e che ha colpito in particolar modo le aree in cui, in epoca pre-Covid, si sviluppava il maggior volume di Pil. Se questo messaggio non dovesse giungere a destinazione, si affosserebbe il Nord e non si aiuterebbe il Mezzogiorno. Per questo serve la stipula di un patto forte tra Regioni, Comuni, imprese e sindacati, allo scopo di far arrivare una voce unitaria a chi dovrà decidere l’utilizzo dei fondi messi a disposizione dall’Europa”.
Per quanto riguarda poi gli investimenti nella sanità, Fedriga ha voluto lanciare una proposta: “il commissario nazionale” ha spiegato “che in questo momento coordina la sanità del Paese nella gestione del Covid, ha valutato positivamente il piano sanitario messo in atto dalla nostra Regione per far fronte alla pandemia. Ho chiesto pertanto di ricoprire il ruolo di commissario delegato per il Friuli Venezia Giulia, con i limiti molto stringenti posti dal commissario nazionale, per avere autonomia operativa, al fine di dare risposte veloci ed efficienti con le quali affrontare questa nuova fase dell’emergenza sanitaria ancora in atto, così come già stiamo facendo nella gestione degli interventi per il ripristino del territorio post uragano Vaia”.

e.b

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