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sabato, 3 Dicembre 2022

Amburgo investe nel PLT, Venezia: “La politica spinge solo Trieste”

01.10.2020 – 09.39 – La decisione del principale operatore del porto di Amburgo, Hamburger Hafen und Logistik Ag (Hhla), di diventare primo azionista entro l’inizio del 2021 della nuova Piattaforma Logistica Trieste (PLT), il nuovo “terminal multipurpose“, in costruzione dal duemila, ha segnato una svolta importante nella storia portuale di Trieste. E come ai tempi di Maria Teresa e Giuseppe II, la crescita dello scalo giuliano preoccupa il porto di Venezia, il quale dal suo canto appare in difficoltà: molte delle navi passeggeri vengono ormai dirottate a Trieste, mentre quelle merci non possono approdare a causa dei canali che da tempo richiedono di essere sottoposti a dragaggio e manutenzione. Proprio lo scorso gennaio 2020, in quest’ambito, Venezia aveva perso la linea diretta di navi portacontainer della Ocean Alliance con la Cina e il sud est asiatico.
Il commissario dell’Autorità portuale Pino Musolino si è complimentato con Trieste, definendola “un’ ottima notizia per il sistema Paese”, ma violente critiche sono piovute dal mondo portuale veneto, a partire da Alessandro Santi, presidente di Assoagenti e coordinatore della Venice Port Community e dall’assessore comunale allo Sviluppo economico Simone Venturini.

Un malcontento che non va sottovalutato; il rischio è che gli interessi politici veneziani sopravanzino quelli triestini; è d’altronde la storia del nord est.
I sindacati dei lavoratori del porto hanno intanto annunciato lo sciopero generale il prossimo 7 ottobre e proprio ieri si è tenuta l’assemblea del Comitato della portualità che riuniva tutte le categorie coinvolte nella crisi della Serenissima.
Santi, in quest’ambito, non ha lesinato le critiche: “La politica spinge Trieste e si dimentica di Venezia. Per Trieste non ci sarebbe neanche partita se chi deve decidere su Venezia decidesse di permetterle di esprimere tutte le proprie potenzialità che la rendono di gran lunga più competitiva”.

Venturini ha preferito esprimere le preoccupazioni dei lavoratori, parlando di “un grido d’allarme e di un clima di apprensione sempre più diffuso, di fronte a governi, questo come i precedenti, che non vogliono decidere. Nell’incertezza non possono esserci investimenti né programmazione ed è normale che 5 mila lavoratori siano preoccupati”.

Fonti: Il Gazzettino, La Germania investe sul porto di Trieste, Venezia ora è in allarme

[z.s.]

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Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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