Canali bassi, Venezia perde la linea con la Cina. A vantaggio di Trieste

15.01.2020 – 07.30 – Venezia si è appena smarrita: ha perso infatti la Via della Seta. O meglio, ha perso la linea diretta di navi portacontainer con la Cina e il sud est asiatico. E se Venezia è in crisi, Trieste continua a crescere. La ragione rimane, come secoli addietro, geografica: i fondali di Trieste garantiscono una profondità naturale inarrivabile con l’ambiente lagunare della Serenissima. Le navi portacontainer pertanto preferiscono Trieste, nonostante un entroterra infrastrutturale ancora lontano dallo sviluppare le proprie potenzialità.
Ancora un anno addietro Venezia poteva competere grazie a un accurato dragaggio dei fondali che garantiva quei metri aggiuntivi tali da rivaleggiare con gli altri porti italiani.

A questo proposito, l’intoppo è stato più politico, che economico.
L’Adspmas (Autorità di sistema portuale del mare Adriatico settentrionale) aveva stanziato per scavare i canali 23 milioni e mezzo di euro. Una prontezza di azione a cui non è seguita quella statale: il governo infatti non ha ancora redatto il Protocollo fanghi che stabilisce quali possono essere riutilizzati per sistemare la laguna e quali eliminati perché tossici. Il Ministero dell’Ambiente non ha inoltre approvato il Piano morfologico della laguna che dovrebbe indicare come “ridisegnare” la laguna. Senza questi passaggi non è possibile scavare i i canali, i quali nel frattempo continuano ad accumulare fango su fango.

La situazione ha così continuato a peggiorare, fino a raggiungere i soli 10,20 metri di profondità lo scorso ottobre 2019. Troppo poco per le navi portacontainer che entravano in porto. La Ocean Alliance, alleanza armatoriale delle portacontainer, ha così avvisato che no, a Venezia non ci tornano più. Tagliando fuori uno scalo un tempo tra i più importanti. Promossi invece a pieni voti gli scali di Genova, La Spezia e Trieste.
Trieste è stata confermata nella rotazione AEM6 che comprende: Shanghai, Ningbo, Pusan, Shekou, Singapore, canale di Suez, Malta, Koper, Trieste, Rijeka, Port Said West, canale di Suez, Jeddah, Port Kelang, Shekou, Shanghai.

Il fatto invita a una riflessione sull’atteggiamento di Trieste che si conferma, nonostante la buona gestione di Zeno D’Agostino, “fortunata suo malgrado”. La posizione della città ancora una volta l’avvantaggia. Questo a discapito di opposizioni politiche miopi; basti considerare gli spauracchi agitati contro la Cina nonostante sia uno dei principali partner del nord est, invano corteggiata da Venezia.

[z.s.]

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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