ESOF, Fedriga critica le organizzazioni internazionali: “Serve più umiltà”

03.09.2020 – 08.00 – Verso le ultime settimane di febbraio del 2020 il Friuli Venezia Giulia precorse la stragrande maggioranza delle regioni italiane nella chiusura di scuole e servizi educativi per l’infanzia, seguendo una via “precauzionale” che muoveva dal timore del contagio in Veneto. Il ricordo di queste prime settimane e della successiva fase emergenziale legata al lockdown riecheggiavano nel discorso pronunciato ieri dal governatore Massimiliano Fedriga, nell’occasione della Opening Ceremony di ESOF2020. Un intervento che si è smarcato con decisione dai generici omaggi delle istituzioni, preferendo affiancare agli elogi alcune critiche. “Mi scusino le importanti rappresentanze istituzionali, – ha esordito Fedriga – ma il mio primo ringraziamento va a Stefano Fantoni e al suo forte impegno a favore di ESOF2020; secondariamente vorrei ringraziare il governo per essere presente con il Ministro della Ricerca e lo stato del Vaticano, per la presenza del segretario di Sua Santità. Penso che la sua presenza sia particolarmente importante specie per il messaggio che quest’edizione di ESOF2020 vuole lanciare: la libertà legata alla scienza“.

“È noto a tutti – ha proseguito il governatore – che non esiste libertà senza conoscenza e verità. Altrimenti non c’è il libero arbitrio. Se io ho di fronte tre strade da scegliere, ma non so dove conducono, non c’è una reale scelta. È solo pura casualità. Il processo di conoscenza, d’altronde, non può prescindere dall’etica. La libertà non è anarchia, ma è responsabilità. Penso che siano principi che dobbiamo fare propri anche nella discussione scientifica. Una discussione scientifica che noi abbiamo visto e ascoltato anche durante i momenti della pandemia, la quale ha colpito duramente le nostre popolazioni e territori. Anche in ciò ESOF2020 penso che possa essere un’occasione importante per mettersi in discussione, saper conoscere i propri limiti, saper cambiare ciò che non ha funzionato“.

Seguendo questo ragionamento il governatore ha mosso alcune critiche alle “grandi organizzazioni internazionali”. Non essendo però state nominate, non è stato chiaro se ci si riferisse all’OMS – Organizzazione Mondiale della Sanità, all’Unione Europea per la fase di “blocco” e confusione seguita all’emergenza in Europa o ad altre entità di carattere accademico. L’OMS è la classica punching bag della classe politica europea e americana, ma la sua cronica mancanza di fondi le impedisce d’intervenire con efficacia, limitandola a generici consigli d’azione nei confronti degli stati. D’altronde il discorso di Fedriga è rimasto generico; riaffermando anzi l’importanza della ricerca e della scienza.
“Perchè penso che in quel principio di verità stia anche la schiettezza dell’informazione. Perchè penso occorra dirlo con chiarezza: le grandi istituzioni scientifiche sono mancate troppe volte durante questa pandemia. E lo dico quale presidente della Regione, alla presenza anche dell’assessore con la delega alla salute Riccardo Riccardi: noi ci siamo affidati ai medici e agli esperti del territorio. Perchè mi sembra assurdo che le grandi organizzazioni internazionali, mentre si vedeva cosa stesse causando la pandemia, almeno a livello empirico, nei primi posti colpiti, non abbiano pensato di attrezzarsi con ventilatori, dpi, adeguate misure di contenimento. Occorre capire quali sono i limiti dell’umanità intera; e saperli affrontare in maniera forse un po’ più umile. Forse l’attività di corsia vale più di qualche pubblicazione. Il contributo che può dare il mondo scientifico oggi è indispensabile, perchè stiamo sentendo anche in questo periodo discorsi che nulla hanno a che fare con la sicurezza delle persone e la verità scientifica. L’autorevolezza della scienza dev’essere riaffermata. Trovo assurdo che vi siano persone che vogliono fare proteste contro le mascherine e il distanziamento sociale. La politica ha preso la sua parte di responsabilità; ora tocca alla scienza”.

“Trieste e la stessa regione Friuli Venezia Giulia possiedono istituti scientifici attraverso cui deve passare il processo di sviluppo dell’intera economica regionale. Occorre valorizzare la ricerca di base, sapendo anche delineare le possibili derivazioni in termini di opportunità di lavoro e crescita economica” – ha concluso Fedriga, riallacciandosi così al discorso pronunciato nell’occasione dell’inaugurazione del Trieste Convention Center.

[z.s.]