Job-seeking: un altro modo di ragionare quando si è caccia di lavoro

11.08.2020 – 15.27 – Una strada alternativa, un pensiero laterale che prevede un diverso approccio per chi cerca lavoro in rete. Il web è pieno di annunci, spot e pop up che segnalano la possibilità di “fare soldi” on line, lavorare part time in remoto, accumulare via web in una settimana l’equivalente di uno stipendio mensile. Insomma, nel mare magnum della rete non mancano specchietti per le allodole che pubblicizzano soldi facili a portata di click o di touch.
Tuttavia come ben sappiamo da quando internet ha fatto la sua comparsa le occasioni di lavoro fornite dalla rete sono state immense, sia per le piccole medie imprese, alcune delle quali partendo come start up sono diventate dei veri e propri colossi che ormai dettano legge sul mercato, sia per i singoli lavoratori. Non sono solo leggende quelle che narrano come dei giovani visionari, sperimentando col Pc dal proprio garage o scantinato abbiano inventato dal nulla aziende oggi quotate in borsa e dal valore di miliardi di dollari.

C’è da dire che anche il classico stipendio da impiegato è già un bel traguardo in questa epoca di crisi economica, e la rete è e continuerà sempre più ad essere il mezzo attraverso il quale portarsi a casa la busta paga. Ma come orientarsi? Che tipologie di lavoro andare a cercare quando non si sa da dove iniziare?
Quello che suggeriamo è di provare ad adottare un approccio che proceda per tematismi e settori. Prima ancora di andare a consultare i classici annunci di lavoro un po’ a caso, quelli disponibili ad esempio sugli aggregatori specializzati come Freelancer, Angel List e We work remotely, che sono siti appunto qualificati per tutti coloro che cercano lavoro da remoto, consigliamo di provare a fare un ragionamento trasversale pensando per categorie. Quali sono i settori oggi interessanti? In che ambito mi sento più portato? Quali sono le società emergenti che forse domani diventeranno grandi aziende? Ma anche, tra le varie domande da porsi, quali sono i lavori di domani? Ragionando ovviamente sulle attività praticabili in remoto.
Ecco che la ricerca prende tutta un’altra direzione e allora piuttosto che gli annunci di lavoro si guardano le news, specialmente quelle economiche o dedicate al digitale, e si navigano i portali per capirne dimensioni e opportunità.
Il mondo delle App non conosce limiti, insieme a quello delle start up. Ma anche l’intrattenimento e l’e-Commerce sono settori da monitorare.
Vediamo allora alcuni esempi: Amazon, come riporta Forbes ha avuto una crescita impressionante durante la pandemia. Non che abbia mai registrato ingenti perdite, tuttavia sappiamo che la situazione di emergenza che ha investito il globo ha accelerato il mondo dei servizi digitali e degli acquisti on line.
La cinese Tik Tok boicottata da Trump è una delle applicazioni social maggiormente in crescita e che riscuote ampio interesse da parte delle major che intendono acquistarla. Vedere se ci sono ‘equivalenti’ made in Italy sarebbe come trovare la gallina dalle uova d’oro. Tutti conoscono Netflix, che tra l’altro ha aperto proprio a Roma il nuovo quartier generale. Non tutti invece sanno di Quibi, un servizio streaming on demand esclusivo per cellulari e smartphone, creato nel 2018 ed entrato in funzione nel 2020. È il suo momento, chissà se a breve anche questa nuova piattaforma avrà delle sedi italiane? Poi nulla toglie che conoscendo bene l’inglese ci si possa ugualmente proporre. I casinò on line macinano un fatturato di milioni di euro, Betnero ad esempio è uno di quei web casino legali meglio ottimizzati per ogni tipo di device. Inoltre, ha croupiers che in live streaming assistono i giocatori, oltre ad una schiera di sistemisti e tecnici che garantiscono il buon funzionamento del portale.
Questi, come si è detto, sono solo alcuni esempi per provare a cambiare strategia di ricerca quando si è a caccia di lavoro ed in particolare quel tipo di attività che si può svolgere attraverso la rete.

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