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domenica, 7 Agosto 2022

Il vaccino “Made in Italy”: un viaggio tra Fase 1, 2 e 3

25.08.2020 – 09.50 – La giornata di ieri, lunedì 24 agosto, rappresenta un vero e proprio spartiacque per la tanto dibattuta questione riguardante il fantomatico vaccino anti-Covid: nelle scorse 24 ore infatti è stata inoculata al primo volontario, presso lo Spallanzani di Roma, la dose del vaccino contro il Coronavirus “made in Italy”.
Il Vaccino, prodotto e brevettato dall’azienda di biotecnologie ReiThera nel tecnopolo di Castel Romano, apre i battenti alla sperimentazione, avvicinandosi sempre più ad un obiettivo essenziale, visto il periodo emergenziale in cui siamo immersi.
Il Vaccino, come del resto questa emergenza, seguirà varie fasi: si parte appunto da questa Fase 1, con l’inoculazione del vaccino ai primi volontari, per poi assistere alle successive fasi per le quali serviranno “grandi numeri” e già si guarda, con ogni probabilità, a test in Sudamerica dove l’epidemia è in crescita.

A raccontare questi primi passi del vaccino targato Italia è proprio Francesco Vaia, direttore sanitario dell’Istituto per le malattie infettive con cui ReiThera ha lavorato in stretta collaborazione e attraverso il quale sono arrivati i primi otto milioni di finanziamento da Regione Lazio e ministero della Ricerca-Cnr.
La Fase 1 avrà diverse sedi, oltre all’apripista Spallanzani, che sono il Policlinico G.B. Rossi di Verona e gli ospedali di Piacenza e Cremona.
Questa prima parte di sperimentazione si baserà su due fasce di 45 volontari, rispettivamente tra i 18 e i 55 anni e over 65, ripartite a loro volta in tre sottogruppi da 15 persone ciascuno ai quali sarà somministrato un diverso dosaggio del preparato vaccinale.
Per ora quindi “è stata iniettata la prima dose – esordisce Vaia – e questa prima persona volontaria dopo essere rimasta sotto osservazione sarà monitorata a casa. Il prossimo 26 agosto ci saranno altri due volontari e a seguire tutti gli altri, per un totale di 24 settimane“.

Come già sottolineato, le Fasi 2 e 3 saranno invece basate su numeri molto più elevati e dunque “si faranno in un Paese con elevato numero di contagi e dove il virus è in crescita, probabilmente in America Latina.
In Italia, al di là di quanto si dice in questi giorni, non abbiamo tutti questi pazienti e malati”.
Grande supporter di questa sperimentazione tutta italiana è il ministro della Salute Roberto Speranza: “Le intelligenze e la ricerca del nostro Paese sono al servizio della sfida mondiale per sconfiggere il Covid“.

Il vaccino candidato ReiThera, da quanto si apprende dallo Spallanzani, ha superato i test preclinici sia in vitro sia in vivo su modelli animali, che hanno evidenziato una forte risposta immunitaria e un buon profilo di sicurezza, e successivamente l’avvio delle sperimentazioni sull’uomo.
Il GRAd-COV2 utilizza la tecnologia del “vettore adenovirale non replicativo”. Il vettore virale, incapace di auto-replicarsi e produrre infezioni negli esseri umani, agisce come un minuscolo “cavallo di Troia”, che induce transitoriamente l’espressione della proteina spike (S) nelle cellule umane. Tramite questa proteina il coronavirus si lega ai recettori ACE2 sulla superficie delle cellule polmonari, penetrandoli e replicandosi.
La proteina spike, trasportata dal vettore virale, innesca la risposta del sistema immunitario contro il Sars-CoV-2.

[Fonte Il Sole 24 Ore]

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