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lunedì, 3 Ottobre 2022

Banchetti, rotelle e responsabilità penale: preoccupazioni per la riapertura delle scuole

19.08.2020 – 17.10 Emergenza Covid-19, preoccupazioni per la riapertura delle scuole, e interviene anche l’ANP, l’Associazione Nazionale dei Presidi. Per rispondere con efficacia alle misure di sicurezza e di distanziamento degli studenti, oltre ad individuare nuovi spazi, servono infatti circa 2 milioni e mezzo di banchi monoposto, quelli di nuova concezione di cui si è molto parlato (e che sono diventati un elemento di scontro politico fra il ministro Lucia Azzolina e l’opposizione; in Veneto, l’assessore Elena Donazzan li ha denunciati come “non omologati in Italia”, potenzialmente pericolosi e non adatti alla didattica propria della nostra cultura scolastica). Tuttavia, pur con inizio delle lezioni programmato a settembre, le nuove sedute non potranno essere disponibili prima di ottobre avanzato (sempre che sia possibile rispettare questa data) e c’è un grosso problema di immagazzinamento dei banchi vecchi (dove metterli? Cosa farne?). Antonello Giannelli, presidente di ANP, ha confermato la disponibilità dei fondi necessari (circa un miliardo di euro, previsto dal Decreto Agosto) per sopperire alla carenza degli spazi tramite l’affitto di nuovi locali da parte di ogni ente scolastico; ma la perplessità ricade sempre sul tempo che manca prima del primo giorno di scuola (siamo ormai oltre la metà di agosto) e sui banchi, che a settembre non saranno disponibili. I dirigenti scolastici dovranno comunque garantire la sicurezza degli studenti e del personale docente, organizzando le attività didattiche in base agli spazi e ai mezzi a disposizione; e l’ANP ha stilato un vademecum per aiutare i dirigenti scolastici. Vediamolo.

  • Uso obbligatorio delle mascherine per tutta la durata delle lezioni, a partire dai 6 anni d’età;
  • Controllo della temperatura corporea a casa e divieto di ingresso in aula con un temperatura superiore a 37,5 °C;
  • Distanza minima di 1 metro da rispettare in tutti locali di ogni plesso.

Ai dirigenti scolastici viene chiesto di applicare misure come:

  • Far rispettare le regole di igiene e sanificazione;
  • Acquistare i dispositivi di protezione individuali (gel, mascherine e guanti) e organizzare il calendario di lavoro dei collaboratori scolastici per la sanificazione di tutti locali e delle superfici toccate dagli studenti;
  • Vigilare al rispetto degli spazi standard disponibili e al mantenimento del distanziamento di 1 metro; il metro di distanza va inteso “da labbro a labbro” degli alunni delle classi, e l’obbligo di indossare la mascherina (o di parlare da dietro una parete di protezione) vale anche per l’insegnante;
  • Una volta individuati gli spazi a disposizione, i dirigenti potranno decidere come rimodulare gli orari di ingresso e uscita degli studenti e dei docenti scolastici oppure organizzare eventualmente doppi turni;
  • Vanno previsti percorsi differenziati di ingresso, d’uscita e di uso dei servizi igienici, con relativa segnaletica;
  • In base agli spazi a disposizione si potrà fare richiesta per il personale docente aggiuntivo se necessario;
  • Si prevede la possibilità di integrare la didattica in presenza con quella a distanza (la misura è prevista attualmente solo per le scuole superiori, ma potrà essere estesa ad altre classi di studenti se la curva dei contagi dovesse ritornare a salire in modo ritenuto “preoccupante” dal Ministero)

Il preside deve altresì:

  • Ricordare agli studenti e alle famiglie di misurare la temperatura a casa, facendo presenti i divieti;
  • Individuare i locali dove isolare i casi sospetti o sintomatici (per la scuola, è necessario pensare quindi anche a questi luoghi d’isolamento, un po’ come fatto nelle case di riposo);
  • Individuare il medico competente e seguire il protocollo delle ASL competenti per il trattamento dei casi sospetti o sintomatici

I presidi hanno anche una responsabilità penale qualora non rispettino “con diligenza” le misure di prevenzione e il protocollo di sicurezza a loro impartito dall’ASL di competenza. È una responsabilità, per i presidi, che non è sbagliato definire enorme; presidi che già si ritrovano a gestire situazioni così delicate come la garanzia delle misure di sicurezza e l’organizzazione delle attività scolastiche nel rispetto delle norme anti-Covid. Per questo il presidente dell’ANP, Antonello Giannelli, sostiene che sia giusto attenuare la responsabilità penale stessa in capo ai dirigenti scolatici nell’ambito della gestione e vigilanza della scuola, e che l’attuazione meticolosa del protocollo debba valere come esimente dal punto di vista penale. Una partenza a ostacoli, quella della scuola pubblica, con una scadenza che sembra, ad oggi, impossibile da rispettare. Gli istituti privati e le fondazioni come gli ITS (fiore all’occhiello proprio di Veneto e Friuli Venezia Giulia), in mezzo all’incertezza, non stanno molto meglio e vedono profilarsi un autunno molto caldo dove a rischio sono la qualità della formazione e la preparazione data agli studenti.

[c.a.][r.s.]

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