24.07.2020 – 11.48 – La terra continua a cedere alla morsa del cemento nel rapporto annuale di Ispra – Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale – che evidenzia il consumo del suolo in tutta Italia differenziando per singola regione.
Il Friuli Venezia Giulia si conferma una regione con un alto tasso di consumo del suolo; un dato poco confortante in materia di ambiente e tutela delle aree verdi.
Nel 2019 il consumo del suolo in FVG è corrisposto a 63.191 ettari pari al 7.98% dell’intera Regione. Se confrontato con il 2018, la regione ha “consumato” 125 ettari in più. È la provincia di Udine che registra la maggior quantità di suolo consumato con 33.642 ettari, seguito da Pordenone (19.041), Trieste (4.366), e Gorizia (6.142).
Il dato però va sempre confrontato con l’ampiezza della provincia nella quale la città è inserita; un dato che evidenzia un consumo del suolo del 20,60% nel caso di Trieste. Il capoluogo giuliano schizza pertanto in testa alla classifica non solo a livello regionale, ma con numeri notevoli anche sull’intero territorio nazionale. In altre parole, il 20,60% del suolo finora “vergine” triestino è stato utilizzato nel solo anno 2019 per nuove costruzioni.
Considerando l’area urbana e/o comunale, Trieste è nuovamente al primo posto con una superficie consumata di 2753 ettari, seguita da Udine con 2.416, Pordenone (1.547) e Gorizia (1.060).
La terra nel Friuli Venezia Giulia è per lo più coperta da latifoglie e conifere, soprattutto nella zona montana a nord. Nelle province di Pordenone e Udine, invece il suolo viene ricoperto dalle colture, mentre sulla costa troviamo per lo più corpi idrici permanenti (canali, fiumi, affluenti, ecc ecc).
L’indagine evidenzia anche l’espansione delle aree urbane sul lungo periodo (1990-2018) osservando come sia stata particolarmente ampia rispettivamente a Udine, Pordenone e Trieste.


