Inquinamento da navi: il trasporto marittimo nel mirino dell’Europa

09.07.2020 – 08.00 – Il settore del trasporto marittimo dovrà rispondere dell’inquinamento prodotto attraverso le sue navi e pagare per le quantità di CO2 “sforate” rispetto al consentito.
È quanto si propone l’Unione Europea, sebbene non sia ancora diventato legge; d’altronde da anni si dibatte, perchè il settore debba essere esente nonostante inquini quanto le industrie pesanti. Il voto è avvenuto in Commissione Ambiente ed è stato successivamente approvato a larghissima maggioranza dal Parlamento europeo; verrà poi votato dall’assemblea plenaria a Strasburgo, a settembre, e successivamente negoziato con i singoli stati. Il sistema viene chiamato ETS e prevede tanto un tetto massimo di emissioni, quanto un meccanismo di acquisto obbligatorio di quote per chi lo supera. In pratica si crea una sorta di “mercato” di quote di CO2; più una compagnia inquina, più deve acquistare le suddette quote. La Commissione voleva soltanto introdurre l’obbligo di rendicontare la quantità di emissioni di CO2 prodotte; è stato l’europarlamento a voler andare oltre. Il sistema ETS in questione varrà soltanto per le navi con una stazza lorda pari o superiore alle 5mila tonnellate. Ma non basta, perché gli europarlamentari hanno anche imposto degli obiettivi da raggiungere: -40% di emissioni medie annue di CO2 per tutte le compagnie di navigazione entro il 2030 (tra 10 anni, pertanto).

Si tratta di una misura da tempo rinviata; e senza dubbio positiva per l’ambiente.
Tuttavia occorre domandarsi se era il caso di votarla proprio in questi mesi, dopo una crisi pandemica a sua volta causa concatenante di una violentissima crisi economica che si prepara ad “abbattersi” il prossimo autunno. Ragioni buone, ma tempismo infelicissimo.

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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