INPS, dal Pin allo SPID. Novità in arrivo per chi deve accedere alla previdenza

27.07.2020 – 16.42 – Per accedere all’INPS attraverso Internet, dal 1 ottobre 2020 sarà meglio essere già in possesso dello SPID, o Sistema Pubblico d’Identità Digitale. Con la Circolare n. 87 del 17 luglio 2020, infatti, l’ente, in accordo con il Ministero per l’Innovazione tecnologica e la digitalizzazione, l’Agenzia per l’Italia Digitale (AGID) e il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, ha comunicato l’estensione dell’utilizzo dello SPID in sostituzione progressiva del comune ‘pin’ dell’Inps che già tutti conosciamo, e a decorrere da ottobre 2020 l’Inps non lo rilascerà più come credenziale di accesso ai servizi dell’Istituto. È l’inizio di un percorso progressivo verso l’utilizzo delle nuove tecnologie, più funzionali e dotate di maggiore semplicità e garanzia per il cittadino.

Percorso di adesione all’adozione dello sistema SPID. Il processo di informatizzazione e di digitalizzazione dell’Istituto ha, a seguito del Decreto Legislativo 7 marzo 2005, n. 82 (Codice dell’Amministrazione Digitale), accolto l’utilizzo di strumenti di autenticazione digitale per accesso ai servizi web della Pubblica Amministrazione. Tra questi strumenti, si riconoscono la Carta Nazionale dei Servizi (CNS), la Carta di Identità Elettronica (CIE) e il Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID), il cui percorso di attuazione è iniziato nel marzo 2013 su proposta dell’ex deputato Stefano Quintarelli. Per quanto riguarda lo SPID stesso, il provvedimento di attuazione che ha portato all’adozione del sistema ha avuto inizio con il Decreto del presidente del consiglio dei ministri del 24 ottobre 2014, e dal 15 marzo 2016 è stato rilasciato ai primi cittadini ed imprese che ne hanno fatto richiesta. Successivamente, hanno aderito 14 amministrazioni pilota (Agenzia delle entrate, ex Equitalia, INPS, INAIL, Comune di Firenze, Comune di Venezia, Comune di Lecce, Comune di Genova, Regione Toscana, Regione Liguria, Regione Emilia-Romagna, Regione Friuli Venezia Giulia, Regione Lazio, Regione Piemonte e Regione Umbria) e poi progressivamente l’INPS l’ha reso obbligatorio agli enti come patronati e CAF ed agli intermediari accreditati. Lo SPID è anche candidato al riconoscimento a livello europeo, come previsto dal Regolamento UE 910/2014eIDAS (electronic IDentification Authentication and Signature), consentendo ai cittadini che ne saranno dotati di utilizzare il sistema anche per l’accesso ai servizi resi disponibili in rete dalle pubbliche amministrazioni di tutta l’Unione europea e, facoltativamente, dai soggetti privati.

Cosa si può fare con lo SPID e come fare richiesta? Può sembrare una banalità, ma non è proprio così. Anche se di norma ne facciamo poco uso, lo SPID può servire a molte cose, in quanto:

  • Garantisce l’identificazione della persona e l’autenticazione via Internet e una maggiore affidabilità nella fase di riconoscimento dell’utente (come nel caso delle firme digitali e pagamenti);
  • Consente agli utenti di interagire non solo con l’Istituto previdenziale, ma con l’intero sistema pubblico italiano e con i soggetti privati aderenti, costituendo di fatto un sistema aperto anche agli sviluppi europei;
  • E l’identità digitale SPID, con credenziali di livello 2 o 3, può appunto essere usata per l’accesso ai servizi in rete delle pubbliche amministrazioni dell’Unione europea, in base al Regolamento (UE) n. 910/2014 (c.d. Regolamento eIDAS).

Lo SPID può essere richiesto gratuitamente, recandosi presso qualsiasi sportello delle Poste Italiane, oppure direttamente on-line attraverso uno dei diversi Identity Provider (gratuitamente o a pagamento) che forniscono supporto.

Modalità di passaggio dal ‘pin’ allo SPID ( fase transitoria). L’INPS prevede di gestire in due sezioni distinte il passaggio graduale dell’utenza verso le credenziali SPID, garantendo la continuità della possibilità di accesso ai servizi. A partire dal 1 ottobre 2020, in una prima fase non saranno più rilasciati nuovi ‘pin’ agli utenti, salvo quelli richiesti da utenti che non possono avere accesso alle credenziali SPID; successivamente, i ‘pin’ già in possesso degli utenti conserveranno la loro validità e potranno essere rinnovati alla naturale scadenza fino alla conclusione della fase transitoria. In base all’andamento del processo di passaggio allo SPID, l’Istituto, ancora una volta in concerto con il Ministero per l’Innovazione tecnologica e la digitalizzazione, l’AGID e il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, fisserà la data di cessazione definitiva di validità dei ‘pin’ già rilasciati. L’Istituto assicura che l’accesso con il ‘pin’ sarà comunque mantenuto per gli utenti che. non possono avere accesso alle credenziali SPID, come ad esempio i minori di diciotto anni o i soggetti extracomunitari, e per i soli servizi loro dedicati.

[c.a.]

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