Zone di confine in svantaggio, Lizzi (Lega): “In Friuli Venezia Giulia è necessario armonizzare”

15.06.2020 – 17.34 – “Il Friuli Venezia Giulia, che negli anni è stata terra di estremo confine nazionale, poi primo confine europeo e protagonista nel processo di allargamento ad est di un’Europa dal respiro mitteleuropeo, oggi si trova ad affrontare alcuni ostacoli di natura economica di antica data. Il caso della città di Gorizia è eloquente, infatti, in seguito alla decisione del governo sloveno di chiudere i confini con l’Italia per limitare le possibilità di contagio da Covid-19, è riemersa prepotentemente la questione della fiscalità di svantaggio”.

Lo afferma in una nota l’europarlamentare della Lega Elena Lizzi, a margine dell’audizione in V Commissione della Sessione europea annunciando un’interrogazione alla Commissione europea in merito. “L’eccezionalità del momento ha reso possibile quantificare il deficit di entrate derivante dal mancato incasso di Iva e accise. Per un distributore di carburanti”, spiega l’europarlamentare friulana, “operativo sul territorio di Gorizia, i 63.388 litri venduti nel maggio 2019 sono diventati 141.500 nel maggio 2020, pari al più 123,2 per cento del volume di affari con una perdita tra accise e Iva calcolabile in 70.081 euro in un singolo mese. Mediamente una tabaccheria a Gorizia è passata dai 10 chilogrammi venduti in una settimana nel periodo antecedente al Covid-19 ai 40 chilogrammi settimanali venduti a maggio 2020. L’emorragia di liquidità dovuta al pendolarismo del pieno di carburanti e dell’acquisto di tabacchi oltreconfine si ripercuote su tutta l’economia goriziana, poiché la disarmonia fiscale e tariffaria pone gli operatori economici del territorio italiano in una posizione di concorrenza insostenibile. Soltanto quando verrà ristabilito un principio di reciprocità e di crescita armonica fra i due Stati”, continua Lizzi, “si potrà traguardare l’obiettivo di una conurbazione transfrontaliera unica che le municipalità di Gorizia, Nova Gorica e Šempeter-Vrtojba stanno perseguendo anche con strumenti quali il Gruppo europeo di cooperazione territoriale (Gect). Gorizia e Nova Gorica stanno anche lavorando insieme per diventare Capitale europea della cultura 2025 e, a mio giudizio, avendone tutti i titoli e requisiti. Tali progetti, che rappresentano e incarnano i reali valori di solidarietà, amicizia e fratellanza fra popoli europei, potrebbero divenire esempio di un nuovo processo di integrazione dell’Unione Europea: lontana dalla finanza e dalla speculazione, vicina alle persone, ai territori e alle identità”.

[c.s.]

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