10.06.2020 – 14.00 – “Qui ci sono dei bambini“: è questo il grido di dolore di molti genitori a causa del lungo lockdown. Anche nell’ultimo decreto del Governo, infatti, per i bambini e i ragazzi ci sono poche cose. Scuole chiuse, parchi spesso chiusi, incontri con i nonni contingentati. Ma questi figli o nipoti dove e con chi li dobbiamo mettere o lasciare, visto che i genitori hanno ricominciato a lavorare? Centri estivi e oratori ci viene detto che quest’anno non potranno operare a pieno regime, quindi bisogna ripensare l’intero settore e proporre modalità nuove. Le liste di attesa per inserire i bambini nei centri estivi sono ormai lunghissime con richieste pari a tre volte la loro possibile capienza. I Verdi del Fvg lanciano allora alcune proposte“. A scriverlo in una nota Tiziana Cimolino e Giuseppe Prasel portavoce Verdi FVG.
“Rivediamo alcune buone pratiche, ora divenute di nicchia, come
le scuole nel bosco (aule verdi con attività didattiche e fisiche all’aperto).
Utilizziamo i parchi e i giardini, anche quelli delle scuole, e le aree gioco a turno. Lavoriamo a piccoli gruppi, utilizziamo in parte i ricreatori. Altri luoghi utilizzabili potrebbero essere
le fattorie didattiche, le fattorie sociali e gli orti urbani. Per i più piccoli, potremmo incentivare gli
asili di comunità condominiale e le baby sitter di comunità: tutte cose già esistenti sul territorio – spiegano Tiziana Cimolino e Giuseppe Prasel, portavoce dei Verdi FVG – che potrebbero essere sostenute dagli enti locali attraverso gli sportelli istituzionali dedicati – come quello comunale per le baby sitter – e con progettazioni partenti dal basso, realizzate mettendo a frutto l’esperienza degli operatori, già attivi nel settore e concordandole con quelle dei genitori, ma soprattutto dei ragazzi. Iniziative che potrebbero essere magari sostenute finanziariamente dalle istituzioni per sollevare le famiglie in questo difficile momento”.
c.s