19.06.2020 – 17.42 – Stai lavorando da casa, magari in videoconferenza? Stai scambiando dati con i tuoi studenti o analisi e relazioni sul business al quale stai facendo consulenza in questo momento in cui la mobilità non è ancora completamente tornata al normale e incontrare i clienti è difficile? L’emergenza Coronavirus è passata; occorrerà però vedere cosa accadrà con l’autunno e potremmo essere incoraggiati ancora una volta a lavorare maggiormente, oppure completamente, da casa. E già oggi il lavoro agile fatto da remoto è d’attualità. Occhio ai pericoli: se non prestiamo attenzione, i nostri dati possono essere esposti su Internet e rubati con una discreta facilità. Non ci pensiamo mai, ma quasi tutto quello che mandiamo via email non è protetto, e se ci colleghiamo al server su cui i dati della nostra attività professionale sono custoditi, potremmo senza rendercene conto aprire la porta ai cybercriminali; per lavorare in maniera più sicura dobbiamo utilizzare una VPN, ed esistono molti fornitori (uno fra tutti, e fra i migliori: Surfshark , valutato fra 4 e 5 stelle su 5 da un gran numero di siti specializzati (https://surfshark.com/it/learn/vpn-cosa-e)
Di cosa si tratta, e perché una VPN, o rete privata virtuale (Virtual Private Network) è importante? La VPN è uno strumento che rende impossibile ai criminali (ma anche alle grandi società che dominano il mondo di Internet, l’attenzione delle quali non vorremmo) accedere alle informazioni personali. Immagina un grande tubo, dentro al quale i tuoi dati scorrono, in flussi diversi ma tutti assieme e quindi potenzialmente intercettabili; ‘aprire’ (più propriamente, instaurare) una VPN è un po’ come inserire un secondo tubo dentro al tubo più grande, e separare, proteggendoli, i tuoi dati da quelli degli altri, tenendo gli hacker all’esterno. Quando utilizzi una VPN i tuoi dati viaggiano dal tuo dispositivo (personal computer, o tablet, o smartphone) al server, e viceversa, attraverso una connessione sicura: il server remoto può anche nascondere il tuo indirizzo di rete, permettendoti così di superare altri blocchi, come quelli geografici. Gli utilizzatori di Internet adoperano quindi le soluzioni di VPN per difendere la propria privacy e anonimità e avere accesso diretto e illimitato alle proprie risorse su Internet.
È necessario avere sempre una VPN ‘accesa’? Lanciarla ogni volta che il computer si avvia? Dipende, naturalmente, da cosa si vuole fare. È sicuramente opportuno farlo ogni volta che si usa un servizio pubblico di collegamento a Internet, come una rete Wi-Fi ‘free’ oppure un punto in un Internet Café.
Se si vive in una zona o si sta lavorando in una nazione dove il traffico verso alcuni siti, ad esempio quelli d’informazione giornalistica, viene controllato, senza l’uso di una rete privata virtuale il proprio computer è esposto a chi lo controlla e l’accesso alle risorse remote può essere bloccato attraverso un vero e proprio meccanismo di censura. Se si lavora nel campo delle transazioni finanziarie e si sta trasferendo denaro, è assolutamente il caso di prendere tutte le precauzioni possibili, e un software di VPN può crittografare, anche in maniera molto sicura (ad esempio con il meccanismo di crittografia statunitense AES a 256bit, ma esiste anche Camelia, sviluppato in Giappone e approvato dall’Unione Europea), tutti i dati che state trasmettendo o ricevendo, rendendo virtualmente impossibile per un pirata informatico, o anche un governo, accedere alle vostre informazioni personali; abbiamo detto ‘virtualmente’ perché nell’informatica nulla è impossibile, ma l’uso di una VPN e contemporaneamente il cambio automatico del vostro indirizzo IP e la crittografia rendono il violare la vostra privacy talmente difficile e oneroso da scoraggiare praticamente chiunque. Ed in più è possibile anche istruire il vostro software VPN, se usate una versione professionale e avanzata, dicendogli di interrompere la trasmissione al minimo sospetto di essere intercettati. Attenzione però perché non a tutti questo va bene: PayPal, ad esempio, può bloccare l’account se rileva attività in VPN che ritiene sospette, e poi lo sblocco va richiesto a mano e si perde tempo: sempre meglio quindi informarsi preventivamente in merito a quali tipi di VPN siano consentiti dagli istituti che sovrintendono alle transazioni finanziarie e bancarie, e quali no.
Da ultimo, se il computer o il dispositivo che state utilizzando ha una potenza di calcolo adeguata (usare una VPN richiede risorse in termini di memoria e processori: crittografare al punto d’origine e decrittare al punto d’arrivo rappresenta un’operazione matematica complessa), la VPN può migliorare le performance della vostra connessione Internet, dando priorità al traffic che ritiene importante, separandolo dal resto e istradandolo senza nessun vostro intervento verso un vero e proprio ‘percorso migliore’ su Internet, che sarà anch’esso sconosciuto ai cybercriminali. Come chicca finale finale, qualcuno ha scoperto che prenotare e comprare via Internet facendo sembrare di essere in una locazione geografica diversa da quella reale fa risparmiare denaro; e questo senza nulla di illegale, perché gli aspetti fiscali verranno rispettati ma non è insolito per chi vende online far pagare un prezzo diverso per lo stesso oggetto a persone che vivono ad esempio in stati diversi tutti però all’interno dell’Unione Europea, discriminando i clienti a livello privato. E ciò non dovrebbe essere consentito.
[r.s.]


