27.05.2019 – 01:16 – Una vittoria senza troppe sorprese quella che si profila, per la Lega di Matteo Salvini, dopo le proiezioni con un campione pari al 21% delle schede scrutinate finora. I risultati all’01.15 della notte danno Lega al 32 per cento, Partito Democratico al 22 per cento seguito a un paio di punti percentuali dal Movimento 5 Stelle: una situazione che da’ ragione ai pronostici pre-voto che davano come ipotesi più probabile la tenuta dell’ala democratica e una forte flessione a 5 Stelle, frutto, anche se è ancora presto per dirlo, di un probabile ritorno al PD di voti pentastellati. Cala Forza Italia, per ora sotto il dieci per cento, e sale Fratelli d’Italia, che quasi sicuramente ne assorbe parte delle preferenze. +Europa, per ora, al 3 per cento e quindi sotto la soglia di sbarramento.
Cambiano quindi le preferenze di voto, sia in Italia che in Europa, e, se la conferma definitiva dei voti a spoglio ultimato dovesse confermare le proiezioni, si sollevano grossi dubbi sulla tenuta del governo giallo-verde. Globalmente in Europa sono state smentite le previsioni di calo dell’affluenza, a testimonianza di un interesse dei cittadini per la politica che cresce ma ridisegna il Parlamento Europeo: per la prima volta, infatti, si parla di un’alleanza a tre e non più di un governo comunque concordato fra le due forze politiche principali. Anche la distribuzione del voto mostra una crescita della destra nei paesi dell’area orientale – la Slovenia, con Jansa, va a destra – ma una tenuta democratica e della sinistra in quelli più occidentali, con una forte affermazione dei Verdi e il crollo ad esempio del partito populista del Popolo Danese, alleato di Matteo Salvini in Danimarca. Tre gli stati in cui gli elettori puniscono fortemente i partiti al governo: la Grecia, dove Tsipras crolla, la Francia dove vince Marine Le Pen e il paese volta le spalle a Macron, e, come gli analisti si aspettavano, il Regno Unito, in cui il partito usa-e-getta di Farage trionfa e letteralmente cancella la compagine di Theresa May. In Europa, la destra non stravince, quindi, ma c’è ed è forte; l’area democratica sembra riprendere anch’essa forza con nuove iniezioni di energia, e quella che emerge di più, però, resta l’energia dei Verdi, che si avviano a diventare, forse, l’ago della bilancia.


