26.06.2020 – 13.00 – Gli spettatori sono pronti a tornare a teatro e agli eventi live? Questa la domanda al centro della ricerca “After the interval – Dopo l’intervallo” effettuata fra il 27 maggio ed il 19 giugno, promossa dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia in partnership con la società inglese INDIGO e in collaborazione con Assomusica e Agis, che raccogliendo ben 32mila risposte ha delineato un quadro relativo al rientro del pubblico nei teatri e più in generale agli eventi live. I soggetti aderenti alla ricerca fanno parte di diverse tipologie di imprese legate allo spettacolo, dai teatri a iniziativa pubblica, ai teatri privati, municipali, fino alle compagnie e le imprese operanti nel mondo degli eventi dal vivo.
La ricerca a cura di i Katy Raines cofondatrice e partner di INDIGO, nasce in Inghilterra tre settimane e mezza dall’inizio del lockdown, e si pone come obiettivo quello di conoscere il “sentiment” del pubblico in un momento tanto delicato come il contesto attuale, che potrà offrire un significativo contributo nelle scelte operative dei prossimi mesi.
La versione italiana della ricerca è stata curata dal direttore organizzativo dello Stabile Stefano Curti con la collaborazione del consigliere di Assomusica e managing director del Live Club di Milano Fulvio De Rosa.
Tra i principali risultati evidenziati, innanzitutto si respira un maggiore ottimismo rispetto all’Inghilterra, anche alla luce delle differenti tempistiche in cui è stata avviata la ricerca nei due paesi. Nello specifico, il 96 per cento degli spettatori dichiarano di aver sentito la mancanza degli eventi dal vivo, e il 30,5 per cento di loro sta già acquistando, o sta pensando di acquistare, biglietti per spettacoli.
Un aspetto interessante riguarda poi le fasce d’età, in cui i giovani spettatori affermano per la gran parte che ritorneranno nei luoghi di spettacolo con maggior fiducia e nell’immediato, più preoccupati invece gli spettatori in età più avanzata. Fra questi, dalla ricerca risulta come una parte, il 24 per cento, attenderà dai 3 ai 4 mesi prima di prenotare per nuovi eventi, ed il 18 per cento fino ai sei mesi. Un dato che preoccupa gli organizzatori di eventi ed i teatri che ipotizzano, in particolare nei primi mesi di riapertura, il rischio di flessione del 20-25 per cento per quanto riguarda la presenza del pubblico.
“Desidero esprimere il mio compiacimento per i dati raccolti” ha affermato il presidente dello Stabile del Friuli Venezia Giulia Francesco Granbassi “che ci inducono ad affrontare i prossimi mesi nella consapevolezza di una prospettiva non facile, ma nella certezza anche della grande aspettativa con cui il pubblico guarda a quelle che saranno le nostre proposte”.
“Anche nelle risposte raccolte in Italia si capisce quanto sia stato devastante l’impatto del Covid-19 sul panorama culturale dei nostri paesi”. Ha infine dichiarato Katy Raines di Indigo. “Allo stesso tempo, i dati raccolti in Italia su alcune domande chiave offrono una speranza per gli organizzatori culturali del Regno Unito: vediamo infatti una maggiore propensione da parte dei frequentatori degli eventi culturali a ritornare agli spettacoli dal vivo appena le misure del lockdown vengono allentate. Imparare gli uni dagli altri, e condividere i risultati dei dati raccolti tra il pubblico in tutta Europa sarà un elemento fondamentale per ricostruire il nostro settore culturale a livello globale, e speriamo di poter continuare la collaborazione avviata in questa occasione anche in futuro”.
Alla ricerca hanno preso parte anche soggetti aderenti a KeepOn LIVE – Associazione di Categoria Live Club e Festival italiani e alla neocostituita ATIP, l’associazione dei teatri privati italiani.


