Trieste rilancia ESOF2020: oltre 150 sessioni nel cuore del Porto Vecchio

30.06.2020 – 12.46 – È stato oggi presentata la nuova edizione di ESOF2020: dopo la battuta di arresto del Covid-19 che ha stravolto un evento in preparazione da anni, Trieste si rilancia con una versione aggiornata e “a prova di pandemia”: l’evento, insomma, si farà e senza diminuire né gli eventi, né la partecipazione di relatori e pubblico.
Il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, ha introdotto l’argomento osservando come ESOF2020 proponga una scienza che svolge un ruolo chiave nello sviluppo dell’economia, all’insegna di un’influenza reciproca formidabile volano dell’imprenditoria. Un collante economico-scientifico che va valorizzato se si desidera effettivamente sfruttare le potenzialità finora inespresse del Friuli Venezia Giulia.
Il Sindaco del Comune di Trieste, Roberto Dipiazza, ha osservato come ESOF sia stato uno dei (rari) eventi in grado di unire la cittadinanza: enti, associazioni e la politica stessa hanno lavorato in sincronia per un comune obiettivo.
“Quando abbiamo vinto a Tolosa – ha ricordato Dipiazza – è stato un momento di grande entusiasmo: siamo riusciti a unire la città su questo progetto. Mi hanno consegnato il Porto il 30 giugno del 2017; tra un po’ vedrete cosa siamo riusciti a costruire. Il Centro Congressi “più grande del Triveneto”, certo, ma non solo. Ci sarà poi Next, la Fiera del Caffè e tanto altro. Ormai abbiamo versato gli 800mila euro necessari e siamo così in dirittura di arrivo coi lavori”.

Stefano Fantoni, “champion” di ESOF2020, ha illustrato il cuore del nuovo congresso, rilevando come, pur in assenza delle folle oceaniche inizialmente previste, la manifestazione scientifica ha conservato in toto il numero e la qualità degli interventi; chi di persona, chi lontano, tutti parteciperanno, garantendo un evento internazionale.
Il cuore del nuovo programma sarà ovviamente la lotta contro il Covid-19: “Tutti gli enti scientifici – ha osservato Fantoni – sono stati partecipi di questo; non c’è un singolo ente scientifico che non sia stato coinvolto nella ricerca anti Coronavirus”.

Stefano Fantoni ha inoltre ricordato come ESOF non sia un congresso celebrativo, ma volto alla discussione libera, al dialogo anche aspro, critico, volto a nutrire dubbi, non certezze. “Vorrei ricordare – ha rilevato Fantoni – come ESOF sia sempre stata un’agorà dove si discute “di” scienza, così come si discute “la” scienza stessa. Se la scienza non si mette in discussione, non assolve il suo ruolo fondamentale. E in tal senso il Covid-19 ha dimostrato che bisogna tornare a Galileo Galilei, agli inizi, al metodo scientifico”.

“Sul programma, una summa generale: abbiamo rimarcato l’aspetto digitale dell’evento; questo era inevitabile. Anche in ciò tuttavia saremo innovativi; utilizzeremo infatti la metodologia ibrida, ovvero in presenza e in remoto. Non avremo le folle che immaginavamo a luglio, ma ci sarà una presenza fisica molto significativa di delegati europei. Avremo 150 sessioni di conferenza; con speaker in presenza e sale “reali”; e avremo anche 4 sale “digitali”. I cittadini potranno entrare nei magazzini 26, 27 e 28b. Lo stesso Festival della Scienza sarà addentro a questi edifici, li farà rivivere.
Certamente abbiamo girato il polso su quant’era l’organizzazione iniziale, perché l’argomento Covid non poteva non essere affrontato: verrà discusso, analizzato, se ne cercherà d’immaginare il futuro.”

“Tra le stelle che avremo cito ad esempio Alberto Mantovani, uno dei più grandi immunologi al mondo. Il Covid-19 sarà un argomento molto dibattuto. È inoltre importante per noi l’argomento Post ESOF. Pensando anche al nostro territorio, il Post ESOF sarà fondamentale. Lo stesso Presidente dell’Authority Zeno D’Agostino ha sottolineato che occorre avvantaggiarsi di questo sistema scientifico presente nel Friuli Venezia Giulia. In tal senso noi stiamo già pensando a un Post ESOF che vada di pari passo con le esigenze lavorative e della Regione nel suo complesso. Non c’è risposta migliore che possa dare la città di Trieste che non sia questa: di non fermarsi mai, di saper superare gli ostacoli e le avversità.

Paolo Glisenti, quale Commissariato Generale di Sezione per l’Italia per Expo 2020, è infine intervenuto in chiusura osservando come si voglia trasformare il Post ESOF in un’occasione per promuovere la cooperazione scientifica a livello europeo; trasferendo il focus sui paesi mediterranei e sui Balcani, il tutto all’insegna di una forte interdisciplinarità che vada aldilà degli inner circles della scienza. Il tutto guardando a Expo Dubai 2021, che sarà il primo banco di prova del mondo post Coronavirus: il primo, grande, evento globale dopo la pandemia.