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venerdì, 1 Luglio 2022

Quali saranno le novità del Decreto Rilancio? Quello che sappiamo finora

11.05.2020 – 09.30 – Si continua a parlare senza sosta del sempre più imminente “Decreto maggio” o “Decreto Rilancio”, che vedrà una serie di misure e agevolazioni per favorire al meglio la ripartenza della Penisola.
Conte ha cercato di portare il testo del provvedimento sul tavolo del Consiglio dei ministri già nella serata di domenica 10 maggio, ma il confronto politico all’interno della maggioranza è continuato per tutto il pomeriggio.
Dunque si discuterà oggi, lunedì 11 maggio, nel pomeriggio, mentre in serata si dovrebbe riunire il Consiglio dei ministri per esaminare il provvedimento.
Il decreto allo stato attuale contiene 258 articoli e, per la sua “maestosità”, è diventato omnibus.
Mancavano però all’appello almeno 6-7 miliardi di spese rispetto al tetto dei 55 miliardi di nuovo deficit autorizzato dal Parlamento. Nel contesto di un impegno di 155 miliardi sul saldo netto da finanziare.
Cosa ci sarà in questo nuovo documento?

Tra le novità salienti sulle quali si vocifera c’è sicuramente l’Iva sulle mascherine a zero, perlomeno finché dura l’emergenza, ma soprattutto, sul fronte del sostegno alle imprese, lo stop al saldo e all’acconto di giugno dell’Irap per le aziende in crisi.
Tra i punti fermi, e a quanto pare consolidati, resta l’ecobonus del 110% per le riqualificazioni edilizie: ma non è la sola misura inedita; ad essa si aggiunge il reddito d’emergenza e tutto il sistema dei “bonus”, il pacchetto famiglia.
La corrente sembra appunto portare ad un Rem, o “Reddito di emergenza”: si tratta di un contributo temporaneo variabile dai 400 agli 800 euro limitato a due mesi.

Proroga di 9 settimane degli ammortizzatori sociali: i datori di lavoro che sospendono o riducono l’attività lavorativa per l’emergenza epidemiologica da Covid-19, possono chiedere il trattamento di Cig con causale “emergenza COVID-19”, per una durata massima di diciotto settimane, di cui quattordici settimane fruibili per periodi decorrenti dal 23 febbraio 2020 al 31 agosto 2020 e quattro settimane fruibili per i periodi decorrenti dal 1 settembre 2020 al 31 ottobre 2020. Nella durata complessiva vengono considerate le 9 settimane già previste dal Dl Cura italia.
La bozza del decreto prevede inoltre vari aiuti sotto forma di sovvenzioni concessi dagli enti locali per il pagamento dei salari dei dipendenti delle imprese (compresi i lavoratori autonomi) per evitare i licenziamenti durante la pandemia di COVID-19.

Si è parlato poi molto del cosiddetto superbonus edilizio per gli interventi in condomìni, villette ed edifici residenziali (privati e pubblici), che tiene insieme ecobonus e sismabonus e li innalza a uno sconto record del 110%, vale per tutti gli interventi di riqualificazione energetica, l’installazione dei pannelli solari e anche per il rifacimento delle facciate a condizione che nel pacchetto complessivo sia ricompreso almeno uno dei tre interventi considerato trainante: cappotto termico dell’edificio, caldaia a condensazione o caldaia a pompe di calore. Agevolati anche gli interventi antisismici al 110%.
La principale novità della norma è la possibilità generalizzata di cessione del credito a banche o alle imprese che realizzano i lavori.

Ci sarà un potenziamento delle compensazioni di crediti d’imposta e nuovo sblocca-debiti della Pa per liquidare 12 miliardi di crediti commerciali vantati dalle imprese.
Per le imprese sopra i 50 milioni di fatturato, l’intervento è affidato a Cdp, che caso per caso dovrebbe individuare lo strumento migliore utilizzando la dote da 50 miliardi attesa dal decreto. Per le imprese fra 5 – anche se questa soglia resta ancora da discutere – e 50 milioni di fatturato si prevede il ‘pari passu’, in cui lo Stato accompagna le ricapitalizzazioni private con somme uguali a quelle messe dai soci. L’ultimo livello è affidato alle Regioni, con aiuti fino a 800mila euro (120mila per la pesca e 100mila per l’agricoltura). Ma questo è uno dei capitoli su cui c’è ancora forte titubanza e discussione in atto.

Nella bozza del provvedimento non mancano ovviamente le Piccole e medie Imprese che vedranno un credito d’imposta fino al 60% dell’affitto per le imprese con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni, che abbiano subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi ad aprile 2020 di almeno il 50%. Per le strutture alberghiere invece il credito è previsto indipendentemente dal volume di affari registrato nel periodo d’imposta precedente.
Il testo, che potrebbe registrare modifiche anche in questa giornata, prevede contributi a fondo perduto per Pmi, artigiani, commercianti e autonomi fino a 5 milioni di ricavi o compensi.
Il ristoro spetta se ad aprile 2020 si sono registrati cali di almeno 2/3 rispetto ad aprile 2019 e si calcola sulla differenza tra questi due mesi in base a tre fasce: 25% per chi ha fatturato o ricavi fino a 100mila euro, 20% tra 100mila e 400mila euro, 15% fino a 5 milioni. Il minimo è comunque di 1000 euro per le persone fisiche e 2000 euro per gli altri.

Stando alla bozza del decreto, queste nuove misure comprenderanno anche un mix di sconti fiscali e intervento di un apposito Fondo di Invitalia per sostenere gli aumenti di capitale delle Pmi con fatturato nel 2019 tra 5 e 50 milioni. Gli aiuti andranno alle imprese con perdite causa Covid di almeno il 33% che vareranno aumenti di minimo 250mila euro. Ci sarà una detrazione/deduzione del 20% fino a 2 milioni sul fronte fiscale e la possibilità di chiedere a Invitalia di sottoscrivere strumenti finanziari emessi dalle aziende entro fine 2020 di 6 anni e senza interessi.

Nel testo in lavorazione ci saranno varie manovre per allentare il peso fiscale che gli italiani stanno affrontando, anche con risorse per permettere all’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (Arera) di alleviare il peso delle quote fisse delle bollette elettriche in particolare in capo alle piccole attività produttive e commerciali, gravemente colpite dall’emergenza Covid-19. La misura prevede lo stanziamento di 600 milioni e riguarda i mesi di aprile, maggio e giugno 2020.

Ci potrebbe essere anche un capitolo banche nel decreto Rilancio: nella nuova bozza si prevede da un lato che il Mef possa concedere per i prossimi sei mesi garanzia dello Stato fino al valore nominale di 15 miliardi su nuove passività degli istituti di credito. Dall’altro si prevedono una serie di aiuti agli acquirenti di piccole banche sotto i 5 miliardi di attività che dovessero essere sottoposte, dopo l’entrata in vigore del decreto, a liquidazione coatta amministrativa.

È previsto  inoltre un incremento delle dotazione del Fondo di solidarietà del trasporto aereo, che è il fondo con cui vengono pagate le integrazioni degli ammortizzatori dei lavoratori del settore. In particolare a decorrere dal primo luglio 2021, le maggiori somme derivanti dall’incremento dell’addizionale comunale sui diritti di imbarco sono riversate, nella misura del 50%, alla gestione degli interventi assistenziali e di sostegno alle gestioni previdenziali dell’Inps e nella restante misura del 50% sono destinate ad alimentare il Fondo di solidarietà per il settore del trasporto aereo e del sistema aeroportuale.
Per il trasporto aereo la bozza dovrebbe prevedere una newco interamente controllata dal Tesoro o da una società a prevalente partecipazione pubblica anche indiretta, per la quale il Mef può partecipare con complessivi 3 miliardi per il 2020.

Ai lavoratori domestici con uno o più contratti di lavoro, alla data del 23 febbraio 2020, per una durata complessiva superiore a 10 ore settimanali è riconosciuta, per i mesi di aprile e maggio 2020, un’indennità mensile di 500 euro, per ciascun mese. La condizione per ottenere l’ indennità è che i lavoratori domestici non siano conviventi con la famiglia datrice di lavoro, né abbiano avuto accesso alle altre indennità introdotte dal Dl Cura italia, né siano titolari di pensione.

Si è parlato molto negli ultimi giorni del rilancio del turismo in Italia e di come si potrà incentivare le famiglie a viaggiare lungo lo Stivale: in questo ambito è in arrivo un tax credit vacanze, fino a 500 euro per le famiglie. Per il periodo d’imposta 2020 è riconosciuto un credito in favore dei nuclei familiari con un reddito Isee non superiore a 35.000 per il pagamento dei servizi offerti da strutture turistico-ricettive del nostro Paese. Il credito, salvo nuovi cambi di rotta, sarà spendibile per un 50% come sconto sul corrispettivo dovuto, anticipato dai fornitori presso i quali la spesa è stata sostenuta, e per l’altro 50% come detrazione di imposta in sede di dichiarazione dei redditi.

Tra le misure che potrebbero entrare nel provvedimento, un fondo di 100 milioni per il 2020 del Fondo di sostegno degli affitti. La misura, che incrementa la dotazione del Fondo nazionale per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione, intende ridurre l’impatto economico connesso al diffondersi dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 per i soggetti che versano in condizioni disagiate.

In arrivo 150 milioni per potenziare i centri estivi e contrastare la povertà educativa. Le risorse sono destinate ai Comuni per rafforzare, anche in collaborazione con istituti privati, dei centri estivi diurni, dei servizi socioeducativi territoriali e dei centri con funzione educativa e ricreativa, durante il periodo estivo, per le bambine e i bambini tra i 3 e i 14 anni. Il 10% dei fondi andrà al finanziamento di progetti mirati per contrastare la povertà educativa nel periodo dell’emergenza.

In arrivo un miliardo in due anni per l’istruzione, con il vincolo di destinare le risorse alle misure di contenimento dell’epidemia nelle scuole statali. Il decreto Rilancio, stando all’ultima bozza ancora modificabile, stanzia 400 milioni per il 2020 e 600 per il 2021. In arrivo anche aiuti per il sistema 0-6 anni con un contributo complessivo di 65 milioni per chi gestisce in via continuativa i servizi educativi (come gli asili nido) e alle istituzioni scolastiche dell’infanzia non statali, come sostegno economico per la riduzione o mancano versamento delle rette.

Potenziamento delle cure a casa con una dote di 1,5 miliardi. I fondi serviranno per le assunzioni di oltre 9mila infermieri (8 ogni 50mila abitanti) ma anche per assumere medici e tecnici che in parte serviranno per rinforzare le attività di tracciamento dei positivi e dei loro contatti (una strategia fondamentale in questa fase). Cure a casa anche per paziendi non-Covid, come anziani, fragili, pazienti con disturbi mentali. Sarà poi stabilizzata con 2 miliardi una rete di 15mila letti riservata all’emergenza Covid in vista di una possibile seconda ondata.
Dalla bozza infine risulta un premio fino a 1000 euro per tutti gli operatori sanitari, medici, infermieri, tecnici, in prima linea contro il Coronavirus. Si prevede che le Regioni per il 2020 possano incrementare i fondi della contrattazione integrativa per riconoscere, al personale sanitario dipendente delle aziende e degli enti del Servizio sanitario nazionale direttamente impiegato per fronteggiare l’epidemia, un premio commisurato al servizio effettivamente prestato nel corso dello stato di emergenza.

[Fonte Il Sole 24 Ore]

[c.d]

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