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venerdì, 9 Dicembre 2022

3 giugno, verso la riapertura dei centri estivi in Friuli Venezia Giulia

23.05.2020 – 07.55 – Con il via libera del Comitato Tecnico Scientifico i centri estivi possono ripartire; la data ufficiale fissata a livello nazionale è quella del 15 giugno, ma l’ultima parola spetterà alle Regioni, le quali potranno anticipare o posticipare i tempi; ogni regione adotterà regolamenti territoriali, ma tutte si dovranno attenere alle linee guida dell’ultimo Dpcm. Nel caso del Friuli Venezia Giulia la riapertura dei centri estivi è prevista per il 3 giugno – come stabilito tramite l’ordinanza del presidente della Regione del 17 maggio scorso.

Sono state recepite ieri, venerdì 22 maggio, dalla Giunta regionale le indicazioni nazionali che riguardano i centri estivi per bambini e ragazzi dai 3 ai 17 anni, valide per le strutture pubbliche, private, religiose e per le iniziative di associazioni sportive o culturali; per ora, per i bambini più piccoli tra gli 0 e i 3 anni, nulla è ancora previsto a livello nazionale. Sono state inoltre approvate dalla Giunta le linee guida regionali, concertate tra il vicegovernatore con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, e l’assessore regionale alla Famiglia, Alessia Rosolen. Il documento ora andrà in approvazione all’Istituto superiore di sanità.

Tra le misure principali, riporta il TGR Friuli Venezia Giulia, l’utilizzo della mascherina per i bambini dai sei anni in su, la presenza di un numero limite di operatori, rapportato al numero di utenti; inoltre, i bambini saranno divisi in piccoli gruppi che rimarranno sempre gli stessi al fine di agevolare l’individuazione dei contatti in caso di infezione. Oltre alla raccomandazione di privilegiare le attività all’aperto e di mettere in atto le specifiche misure di pulizia e di igiene, a bambini e operatori sarà misurata la temperatura all’ingresso e, per quest’ultimi in particolare, prima dell’avvio dell’attività sarà previsto il tampone.

“Ora che il quadro normativo di riferimento nazionale è stato definito, il riavvio dei servizi educativi, dei quali i centri estivi sono una parte importante, rappresenta un passaggio fondamentale per la Fase due” ha spiegato Riccardi, evidenziando il ruolo fondamentale che tali servizi ricoprono per molte famiglie, anche al fine di evitare che, in assenza di alternative, come spesso accade, i bimbi vengano affidati ai nonni, aumentando quindi il rischio di contagio per le persone anziane.

“Era urgente e non più procrastinabile procedere all’approvazione di linee guida regionali” ha affermato Rosolen, “in queste settimane abbiamo lavorato per ipotizzare un ripristino dei servizi non appena Roma ci avesse concesso la possibilità di riprendere le attività”.
Per dare inoltre risposta alle tante famiglie ora in difficoltà perché prive del sostegno dato dall’apertura degli asili nido, l’assessore ha messo a punto le linee guida anti contagio che saranno ora valutate dall’Istituto Superiore di Sanità, per poter aprire queste strutture in sicurezza.

“Le linee guida nazionali sono particolarmente rigide e restrittive nei confronti delle attività ammissibili per i bambini della fascia d’età 0-3 anni” ha spiegato l’assessore. La Regione quindi, nell’ottica di “rispondere alle esigenze delle famiglie che hanno bambini piccoli” ha deciso di predisporre “specifiche linee guida per la realizzazione di progetti sperimentali e innovativi per la prima infanzia da sottoporre al Comitato tecnico scientifico nazionale. Per i bambini della fascia 0-3″ continua “il Governo ha posto una serie di condizioni che amplifica le difficoltà sia sotto il profilo del rispetto dei protocolli sanitari che dei costi sostenuti dagli enti gestori. E’ previsto, infatti, dal Governo che per ogni bambino ci sia un educatore dedicato. Avevamo due ipotesi” ribadisce infine “temporeggiare in attesa di Roma o proporre soluzioni per sbloccare la situazione. La palla passa a Roma per gli 0-3. Noi siamo autonomi, virtuosi e, soprattutto, vogliamo dare risposte”.

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