14.04.2020 – 16.50 – “Ripartire gradualmente e in sicurezza“. Questo il concetto espresso nel corso della (video)conferenza stampa svoltasi stamane per fare chiarezza in merito alla nuova ordinanza regionale emanata nella giornata di ieri e per fare il punto della situazione relativa all’emergenza Covid-19 in Friuli Venezia Giulia, illustrata da parte del governatore Massimiliano Fedriga e dal vicegovernatore con delega alla Salute e alla Protezione Civile Riccardo Riccardi.
“L’appello che facciamo al Governo” ha affermato il presidente “è quello di iniziare a fare un piano di riapertura, tenendo ovviamente conto della sicurezza sanitaria. Dobbiamo dare una prospettiva ai cittadini e alle imprese” ha aggiunto, evidenziando il rischio concreto, e quindi la preoccupazione, che “questa emergenza sanitaria, che è già anche economica, possa definitivamente trasformarsi in un punto di non ritorno”.
Anche in tal senso, ha spiegato ancora il governatore, è stata emanata nella giornata di ieri la nuova ordinanza regionale che “va proprio nella direzione di mettere in massima sicurezza i cittadini, attraverso l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale (o tramite la copertura di naso e bocca). Mettendo in campo queste misure” continua “il nostro scopo è anche quello di agevolare ed aiutare il percorso di riapertura delle attività economiche“, che rimane comunque di competenza del Governo centrale in quanto, ha spiegato, “non è prevista per le regioni la possibilità di operare una riapertura in tal senso”.
“Abbiamo ragionato non tanto sul quando ma sul come, partendo dai nostri dati.” Ha affermato il vicegovernatore Riccardi, mettendo in luce, a livello regionale, un calo dell’occupazione delle terapie intensive, della letalità – ridotta al 7 per cento rispetto ad una media nazionale del 12,9 per cento – e dei casi in isolamento. “Il nostro focus” ha aggiunto “sarà ora fuori dagli ospedali rivolgendoci alle fragilità ed in particolare verso le criticità che si stanno verificando nelle case di riposo”. Inoltre, ha spiegato, l’attenzione è ora anche rivolta “nei comportamenti e nei controlli, e rifacendoci quindi a due grandi pilastri inseriti nella stessa ordinanza, ovvero il distanziamento sociale e l’utilizzo dei dispositivi di protezione“. Su questi due pilastri, ha spiegato ancora Riccardi, “in attesa che si arrivi il prima possibile ad un esito certificato sui test sierologici” vi è anche l’obiettivo di monitorare, in particolare sul piano lavorativo, uno dei fenomeni più problematici e significativi, ovvero quello dell’asintomatologia.
Il vicegovernatore ha poi fatto il punto della situazione riguardante l’emergenza Covid-19 all’interno delle strutture per anziani presenti sul territorio regionale. “Su 170 strutture” ha riferito – sulla base dei dati aggiornati in data 9 aprile – ventiquattro sono le strutture al cui interno sono risultati casi di persone positive al virus, che al momento ammontano a 270. I decessi relativi alle case di riposo sono, ad oggi, novanta: 36 avvenuti all’interno delle strutture e 54 avvenuti negli ospedali a seguito del trasferimento. Soluzione, quest’ultima, che come spiegato dallo stesso Riccardi, si cerca comunque di evitare laddove possibile.
Ancora sul fronte delle strutture per anziani il vicegovernatore ha quindi spiegato come la maggiore criticità sia rappresentata da quelle case di riposo definite “promiscue” ovvero, “strutture piccole che si trovano in insediamenti con altre presenze residenziali”, all’interno delle quali, ha riferito, è ora in atto un “forte intervento di sanificazione e di screening, separando gli spazi ed i percorsi dedicati ai casi positivi al Covid-19 e, laddove ciò non sia possibile, con il trasferimento delle persone infettate in altra struttura”, con un forte impegno per terapie e cure da parte delle aziende sanitarie all’interno delle stesse strutture.
Infine, sul fronte di una futura e possibile ripresa delle attività, Fedriga ha evidenziato come, con l’avvicinarsi della stagione estiva, tra i settori più a rischio vi sia sicuramente quello del turismo. “Bisogna differenziare il turismo montano da quello marittimo” ha inoltre specificato, in quanto se per il primo vi sarà la possibilità, almeno in parte, di “preservarsi”, per il secondo invece, essendo implicito e praticamente inevitabile il verificarsi di situazioni di assembramento, “se non ci sarà qualche novità di carattere scientifico non potrà sicuramente essere come gli altri anni.” Il governatore ha quindi sottolineato come in tal senso si renderà necessario “dare risposte, ipotizzando aiuti specifici di carattere economico”.
Infine Fedriga ha ribadito che, se da un lato risulta necessario “far ripartire la parte economica“, dall’altro, per quanto concerne il distanziamento sociale legato a motivi non di carattere lavorativo, siano da mantenersi ancora restrizioni stringenti, poiché si rischierebbe altrimenti di compromettere la salute e, di conseguenza, la possibilità di far ripartire l’economia.
“Penso che la politica debba prendersi la responsabilità delle scelte” ha dichiarato infine, “l’importantissimo lavoro fatto dal comitato tecnico-scientifico a livello nazionale è un lavoro di consulenza utile per un approccio oggettivo, ma non è sostitutivo dell’attività di Governo, e non può esserlo. Deve essere infatti la politica” ha concluso “ad operare scelte di carattere economico e per questo ritengo vada coniugata la sicurezza sanitaria alla ripartenza economica”.
(Leggi anche: Covid-19, Fedriga: emanata nuova ordinanza, in vigore fino al 3 maggio; Covid-19, Riccardi: “Indicazioni per prevenzione in luoghi lavoro“)


