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venerdì, 9 Dicembre 2022

Mauro Ferrari dopo le dimissioni, l’ERC: “Dichiarazioni parsimoniose rispetto alla verità”

11.04.2020 – 21.59 – Le dimissioni del friulano Mauro Ferrari, scienziato impegnato principalmente nella ricerca sulle nanotecnologie e sulla bioingegneria applicata in medicina, non se ne sarebbe affatto andato “sbattendo la porta” dell’European Research Council a causa della mancata accettazione di un suo piano per combattere il Coronavirus e deluso dall’Unione Europea dalla mancanza di coordinamento sanitario, ma sullo sfondo ci sarebbero, secondo l’ente, ben altre ragioni, legate soprattutto all’impegno su progetti esterni. I 19 membri attivi dell’ERC, hanno rimarcato nella loro dichiarazione di non aver affatto ricevuto le dimissioni di Ferrari dalla posizione di presidente, ma di averle, unanimemente, richieste.

La richiesta di dimissioni, stando alla nota pubblicata, era stata fatta per diverse ragioni: durante i tre mesi in cui Ferrari è stato in carica, secondo il collegio di membri il professore avrebbe mostrato una mancanza di apprezzamento per la ragione stessa d’esistenza dell’ERC che è quella di supportare la scienza d’eccellenza e di frontiera, rappresentata dai migliori ricercatori in Europa. Pubblicamente, Ferrari avrebbe mostrato supporto, ma internamente le sue proposte non sarebbero state allineate con le posizioni espresse, in particolare per quanto riguarda il programma d’innovazione Horizon 2020. Ferrari non avrebbe partecipato a numerose riunioni importanti, impegnandosi negli Stati Uniti, venendo in contatto con società esterne alcune delle quali commerciali e portando avanti iniziative e idee personali senza consultare il comitato scientifico dell’ERC: attività che l’ERC considerava incompatibili con il mandato ricevuto. Le dimissioni di Ferrari, il 7 aprile, sarebbero quindi seguite a un voto unanime di sfiducia e non avrebbero a che fare con quanto dichiarato pubblicamente, ovvero il fatto che il consiglio dell’ERC non avrebbe supportato una iniziativa speciale incentrata sul virus Covid-19: proprio su questo, molti ricercatori finanziati da ERC sarebbero in realtà già attivi (sia sui Coronavirus, che su altri patogeni pericolosi) e coinvolti in più di 50 progetti attivi o completati, per un valore totale di 100 milioni di euro. Progetti che contribuirebbero a fornire dati provenienti da più campi, dalla virologia all’epidemiologia all’intelligenza artificiale: “la dichiarazione del professor Ferrari“, conclude la nota di ERC, “è parsimoniosa rispetto alla verità”. La polemica, quindi, è ancora in pieno corso.

[r.s.]

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