Isolamento sociale: ansia, paura e stress. Come affrontarli?

10.04.2020 – 10.10 – Com’è ben noto, le misure di contenimento dell’epidemia da Covid-19 hanno imposto nuovi divieti e restrizioni, in particolare riguardanti le relazioni sociali che, andando a restringere la nostra libertà di movimento, provocano inevitabilmente differenti reazioni emotive. In questo periodo di isolamento per l’emergenza sanitaria infatti sono molte le persone che stanno soffrendo di attacchi d’ansia, panico e depressione. Affrontare queste sensazioni non è semplice ma necessario. Per questo motivo abbiamo rivolto alla dott.ssa Federica Parri, psicologa e psicoterapeuta, alcune domande per analizzare la situazione che stiamo vivendo.

Come potremmo delineare e descrivere la situazione di isolamento in cui si trovano attualmente gli italiani?

Innanzitutto bisogna capire che in questo momento particolare la percezione del pericolo, anche se non ci potrebbe interessare molto perché non ci sentiamo soggetti a rischio, è presente e deriva dal pericolo generale del contagio e della malattia, della sofferenza e della morte che ci attiva fisicamente e ci porta ad essere sotto stress.
Lo stress causa iperattivazione del sistema nervoso simpatico e parasimpatico, quindi se noi abbiamo dei punti di somatizzazione, questi, nella situazione attuale, potrebbero peggiorare.
Questo pericolo non si vede ma ci sentiamo comunque costantemente a rischio e per questo rischio non riusciamo ad uscire; abbiamo paura e non sappiamo cosa succederà domani.

Inoltre, la mole di notizie poco chiare, a volte addirittura discordanti, creano ancora più disagio nella persona e l’unica cosa che possiamo fare è connetterci più profondamente con noi stessi.
Il dolore psico-fisico deve essere consapevolizzato: bisogna ammettere di avere paura e vedere quali sono le nostre paure personali. Ad esempio l’imprenditore avrà paura per la sua azienda, l’adolescente avrà paura perché non riesce a confrontarsi con i suo amici. Ecco questa consapevolezza dà un senso di padronanza e di controllo.

Bisogna quindi fare qualcosa che ci faccia star bene e lavorare sul qui e ora. Il futuro è sempre imprevedibile ma oggi ce ne rendiamo conto molto di più, quindi fare delle cose che ci piacciono, usare questo tempo per fare qualcosa che ci faccia migliorare, sono tutte cose importanti che permettono di tenersi impegnati.
C’è un senso di impotenza acquisita: questo è vero rispetto all’esterno ma non all’interno, e possiamo fare qualcosa per far in modo che la giornata sia positiva.

Nella situazione attuale quali sono i soggetti più a rischio?

Sicuramente le persone che soffrono di più sono quelle che soffrivano prima di solitudine e di altre patologie. Poi ci sono gli adolescenti che sono nel periodo della vita che devono socializzare e gli anziani che devono auto-stimolarsi pur avendo meno energie.

Un rischio reale c’è anche per gli operatori sanitari che stanno combattendo in prima linea contro l’epidemia.

Il rischio c’è ed è da gestire proprio ora. Vi può essere chi va sopra soglia andando troppo sotto pressione, crollando ora, e quelli a cui forse il crollo arriverà in un secondo tempo. È senza dubbio meglio accompagnarli, in modo tale che non si accumulino troppe esperienze fino ad arrivare al cosiddetto burnout, cioè quando non si ha più la forza di gestire i propri stati d’animo. Per questo motivo ho aderito all’iniziativa dell’Istituto Gestalt Firenze di servizio gratuito di sostegno psicologico per gli operatori che lavorano per combattere il Covid-19. Un servizio anonimo, tramite whatsapp o Skype, previo appuntamento contattandomi in privato e che fornisce un servizio completo di aiuto.

[Federica Parri: psicologa e psicoterapeuta, è anche vice presidente del Forum delle donne di Trieste e commissaria di Pari Opportunità del Comune di Trieste. Ha lavorato con l’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Montelupo F.no e in una Struttura Residenziale Protetta osservando e trattando le patologie psichiatriche più gravi (come psicosi e disturbi di personalità). Ha svolto tirocini post laurea presso la Casa Circondariale di Sollicciano e il Centro di Salute Mentale di S. Rosa (Firenze), in cui è entrata in contatto e ha lavorato con persone affette da gravi disturbi mentali e problematiche a livello sociale.]

Venerdì 10 aprile alle ore 10:30 la dottoressa terrà un gruppo di aiuto gratuito sulla piattaforma Zoom per la gestione dell’ansia e dello stress derivanti dalla pandemia e dalla quarantena. Verranno proposte delle esperienze guidate che potranno aiutare a riprendere controllo e padronanza di se stessi. Chi vuole iscriversi può inviare una e-mail a [email protected] per ricevere istruzioni per la connessione e le credenziali per il collegamento.