29.04.2020 – 18.25 – Il momento non facile che Trieste sta attraversando e i possibili punti di ripartenza dell’economia locale sono tra gli argomenti principali sui quali si incentrano le proposte messe in campo dal leader di Triesteuropea, Alessandro Claut: «Questa pandemia mondiale è appena agli inizi – dichiara Claut – pertanto non dobbiamo sottovalutarla com’è stato fatto nei mesi di gennaio e febbraio». Da qui l’idea di Triesteuropea di stilare delle proposte concrete per contribuire fattivamente al post Coronavirus, riconducibili in via definitiva a quattro punti ben precisi, utili a evitare il futuro collasso economico della città.
Il primo riguarda la creazione di una sorta di comitato, denominato “dei volenterosi”, nel quale dovrebbero convogliare le forze economiche di tutti quelli possibilitati a farlo. «Dal pensionato con 10 euro alle grandi aziende sul territorio – spiega sempre Claut – in base alla cifra raccolta si potrebbero creare iniziative come il banco alimentare per i bisognosi o buoni pasto».
Il secondo punto abbraccia ancora di più l’aspetto sociale con la possibilità di mettere a disposizione un gruppo di psicologi e un centro di ascolto verso i soggetti in difficoltà per quando sarà completamente finito il lockdown. In quella fase sarà necessario effettuare proposte più precise e dettagliate. Da qui l’idea di fomentare l’acquisto, da parte della cittadinanza, nei negozi cittadini di piccole e medie dimensioni. Quelli che, a causa della quarantena imposta, sono a maggiore rischio chiusura e fallimento.
Infine, punto focale del responsabile della lista Trieste Europea, riguarda il baratto amministrativo. Per attuarlo è necessario trovare un accordo tra il Comune e le banche regionali. «Crediamo che il Sindaco abbia la forza contrattuale per poter imporre alle banche degli accordi con i commercianti e gli artigiani – questo il pensiero di Claut – attraverso una vera e propria moneta fiscale o blockchain con la garanzia sia del Comune che del Mediocredito Fvg, in modo da fornire ossigeno all’economia locale. Si tratta di un’azione complessiva di redistribuzione compassionevole del reddito, in definitiva attraverso la formula del baratto amministrativo, il Comune aiuterebbe tutti».
g.p


