07.05.2024 – 10:51 – Il primo trimestre del 2024 ha portato con sé un quadro allarmante riguardo alle morti sul lavoro, come evidenziato dal report dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering. Il Friuli Venezia Giulia si colloca in zona gialla con un’incidenza infortunistica compresa tra il 75% dell’incidenza media nazionale e il valore medio italiano. Focalizzandosi sulle singole province però, la situazione regionale è molto differente: se Trieste e Udine occupano il 65º posto a parimerito, entrambe in zona bianca, con un’incidenza infortunistica inferiore al 75% della media nazionale, tuttavia, la situazione si fa preoccupante a Gorizia e a Pordenone, classificate in zona rossa, con un’incidenza superiore al 125% dei dati italiani, rispettivamente al 9º e al 15º posto. I lavoratori più anziani rimangono quelli a rischio più elevato, come indicato dal report. L’incidenza più alta si registra tra i lavoratori over 65, seguita da coloro che hanno un’età compresa tra i 55 e i 64 anni. Non è solo l’età a creare un divario tra i dati sulla mortalità ma anche il genere e la nazionalità: i numeri evidenziano infatti, un rischio significativamente più alto per gli stranieri rispetto agli italiani, con un tasso di mortalità sul lavoro quasi triplo. Nel mese di marzo, su un totale di 151 decessi sul lavoro, 37 riguardavano lavoratori non italiani. Vale lo stesso per la differenza di genere: le denunce di infortunio sono più numerose tra gli uomini rispetto alle donne, e la fascia di età più colpita è quella dai 45 ai 54 anni.
In tutta Italia, solo nel primo trimestre del 2024 le vittime sul lavoro sono state 191, di cui 151 in occasione di lavoro e 40 in itinere. La regione più colpita è la Lombardia, seguita da Puglia, Emilia-Romagna e Campania. Le costruzioni rimangono il settore più colpito, insieme alle attività manifatturiere, i trasporti e il commercio. Le denunce totali di infortunio sono in crescita rispetto al 2023, con un aumento del +0,4%.
“Purtroppo, le proiezioni delle tragedie sul lavoro continuano a rimanere drammaticamente stabili se non peggiori. A fine marzo 2024 si contano, tra infortuni nel luogo di lavoro e in itinere, 191 vittime, 5 in meno rispetto a fine marzo 2023. Mentre diminuiscono gli infortuni in itinere, crescono invece le morti avvenute in occasione di lavoro: +2%.” Commenta così questo primo trimestre, Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega di Mestre. Continua: “Ma non è questo l’unico dato ad allarmare nel nostro ultimo studio. Sono le incidenze della mortalità, infatti, a preoccupare. Specie quelle che riguardano gli over 65 e, come accade negli ultimi anni, quelle che raccontano l’emergenza tra i lavoratori stranieri. Per questi ultimi ancora quasi tripla rispetto agli italiani”.
[c.v.]


