24.4.2020 – 09:00 – E’ giunta da parte di Fiat-Chrysler Automobiles, alle sigle sindacali dei metalmeccanici, informando anche le prefetture, quindi il Governo, la volontà di ripartenza in sicurezza di alcuni stabilimenti automobilistici, a partire da Lunedì 27 Aprile. Una prima riapertura degli impianti produttivi italiani si era già verificata lo scorso 15 Aprile, in particolare per quanto riguarda lo Stabilimento di Melfi, in provincia di Potenza, dove erano ricominciati i soli collaudi delle future SUV, a propulsione ibrida, a marchio Jeep. A fine mese, invece, rialzeranno i battenti anche lo Stabilimento di Atessa (Fiat Ducato), quello di Mirafiori (Maserati Levante / Fiat 500 E), lo Stabilimento di Termoli (Motori) e, infine, anche le catene di montaggio del già citato Melfi (Fiat 500X, Jeep Renegade e Jeep Compass).
I sindacati chiedono maggiori garanzie:
Nonostante le minuziose predisposizioni attuate dal gruppo automobilistico per garantire la sicurezza e l’igiene all’interno dei propri siti produttivi (stilate con l’ausilio del virologo Roberto Burioni) le principali sigle sindacali del comparto metalmeccanica hanno chiesto maggiori garanzie per quanto riguarda la salute dei lavoratori.
Hanno infatti esortato il Governo Conte a dare una risposta rapida su temi come la sicurezza sul lavoro e il rispetto delle norme anti-contagio, fattori che, in un periodo di incertezza come quello attuale, non possono essere trascurati.
“La Fase 2 sta di fatto partendo con le richieste di autorizzazione sempre più numerose ai prefetti – ha spiegato Gianluca Ficco, segretario nazionale ”UILM” e responsabile del settore auto. È essenziale però che avvenga in modo graduale e in piena sicurezza sia all’interno dei luoghi di lavoro sia nell’ambiente circostante. Come sindacato stiamo facendo la nostra parte con accordi che vanno oltre le prescrizioni minime legali e proprio l’accordo con FCA per la sua completezza costituisce un punto di riferimento. Dobbiamo coniugare con estremo rigore sicurezza e lavoro, solo così potremo scongiurare il rischio di catastrofi sanitarie ed economiche“.
‘’Verificheremo e monitoreremo la concreta realizzazione delle linee guida e del Protocollo per ridurre al minimo il rischio di contagio”. Queste le parole di Michele De Palma, segretario nazionale ”FIOM-CGIL” e Simone Marinelli, della ”FIOM-CGIL” nazionale.
“La FIOM – hanno spiegato i sindacalisti – si è assunta la responsabilità di realizzare linee guida per tutelare i lavoratori in fabbrica, ma la valutazione sull’andamento epidemiologico e sulle condizioni generali per la riapertura dell’industria sono nelle competenze del Governo. Per questo chiediamo al presidente Giuseppe Conte ed ai Ministeri coinvolti di avviare urgentemente un confronto per stabilire se vi sono le condizioni generali per la ripartenza della Sevel (Stabilimento di Atessa) e di tutti gli impianti di componentistica, per realizzare così un piano che garantisca la salute e la sicurezza di tutte le lavoratrici ed i lavoratori sui territori interessati”.


