25.04.2020 – 10.15 – “Le istituzioni regionali a tutti i livelli dicano chiaramente che leggere la verità fa male, piuttosto che inviare diffide “intimidatorie” ad una Senatrice della Repubblica.” Lo afferma la senatrice di Forza Italia, Laura Stabile. “L’ASUGI mi ha fatto pervenire una diffida da parte di uno studio legale di Udine, nella quale mi avvisa che sta formalizzando una denuncia querela nei miei confronti, perché avrei diffuso notizie ‘false, fuorvianti e infondatamente allarmistiche’, e mi si accusa dei reati di diffamazione aggravata e di procurato allarme. Io invece confermo, punto per punto e parola per parola, quanto scritto alcuni giorni fa in un mio post”.
“Una circolare della Direzione sanitaria disponeva l’utilizzo di tute tyvek, mascherine FFP3 e calzari o sovrascarpe solo per sale operatorie, rianimazione, recovery room, terapia intensiva postoperatoria e terapia semintensiva pneumologica. In questo modo si sarebbero ridotte le protezioni per reparti quali Medicina Clinica, reparto internistico dedicato ai casi Covid-19, Geriatria e Infettivi, che prima della circolare usavano le tute tyvek”.
“Adesso mi si accusa – prosegue Stabile – di aver dichiarato il falso scrivendo che con la circolare si rischiava di ridurre le protezioni per il Pronto Soccorso e Medicina d’Urgenza. Questa struttura fino a quel momento utilizzava le tute tyvek, e non è compresa nell’elenco di quelle per cui tale dispositivo è previsto. In base alla circolare, quindi, anche qui si sarebbero ridotte le protezioni. Così come mi si accusa di aver affermato falsamente che vi era carenza di DPI. Ho raccolto le testimonianze di più operatori su questo, e proprio il giorno prima era uscito un comunicato dell’Intersindacale medica regionale che denunciava la seria carenza di DPI adeguati“.
“L’Azienda afferma che avrei travisato una disposizione che invece era mirata a innalzare il livello di protezione. Dal testo però è evidente che in alcuni casi la protezione aumenterebbe, perché si prevede che i DPI siano usati per tutti i pazienti, anche non Covid-19. Ma in altri, invece, diminuirebbe, e proprio per i reparti Covid-19 non intensivi, che son fra quelli più a rischio, per i quali non sono stati più previsti i dispositivi di protezione più avanzati che fino a quel momento erano stati impiegati” conclude Stabile.
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