Nuovo decreto Coronavirus: cosa rimane aperto? Il diritto 4.0

12.03.2020 – 10.00 – Dopo il decreto “tutti a casa”, l’11 marzo 2020 il Capo del Governo ha emesso un nuovo decreto ancora più severo. Per contrastare il diffondersi del virus Covid-19, noto come Coronavirus, vengono imposte delle regole molto limitative e, speriamo, altrettanto utili. Questo nuovo decreto nasce senza un nome accattivante, ma non sarà questa mancanza a renderlo meno efficace. Ecco le regole principali, valide in tutta Italia dal 12 al 23 marzo 2020, e cioè per 12 giorni:

Sono chiuse tutte le attività commerciali “al dettaglio”. Con alcune eccezioni: restano aperti i negozi di generi alimentari ed i seguenti altri negozi (seguo l’ordine con cui vengono elencate nel decreto): restano aperti i negozi di computer e di telefonini, i venditori di bevande e tabacco, i distributori di benzina. Trovi aperto il ferramenta e il venditore di lampadine. Anche l’edicola resta in attività. Restano aperte le farmacie, i negozi di detersivi e prodotti per l’igiene personale, quelli per gli animali domestici. Posso aprire i venditori di materiale fotografico e quelli di combustibile domestico. Posso proseguire le attività di vendita tramite internet (ma attenti ad altri tipi di virus), televisione e altri mezzi a distanza, possono continuare a funzionare i distributori automatici.

Tutte queste attività proseguono senza problemi anche se svolte in ipermercati, supermercati, centri commerciali o discount, purché siano le uniche aperte. I mercati, invece, devono stare chiusi.

Deve essere in ogni caso garantita la distanza di sicurezza interpersonale di un metro.

Sono sospese le attività di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), ad esclusione delle mense. Però, puoi farti mandare il cibo a casa, poiché continua a essere permessa la ristorazione con consegna a domicilio. Unici bar a rimanere aperti sono quelli nelle aree di servizio, nelle stazioni e aeroporti e negli ospedali.

Sono sospese le attività relative ai “servizi alla persona”, fra cui parrucchieri, barbieri ed estetisti. Restano aperte le lavanderie e le pompe funebri (anche se, col precedente decreto, hanno sospeso tutte le cerimonie, tra cui i funerali).

Alcuni servizi, però, devono rimanere aperti e funzionanti: quelli bancari, finanziari e assicurativi, Inoltre, proseguono le attività agricole e di zootecnia.

Per le attività produttive e professionali viene chiesto di promuovere il telelavoro ed incentivare le ferie e i congedi. Vanno sospese tutte le attività non indispensabili alla produzione e assunte delle regole anti-contagio.

Dal fronte del “contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 sull’intero territorio nazionale”, per il momento questo è tutto.

[g.c.a]

 

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