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domenica, 3 Luglio 2022

“Non passa lo straniero”: il nostro modo di essere popolo [di Massimo Varrecchia]

In questi giorni, certamente diversi dalla nostre abitudini di vita lavorativa e privata, siamo preoccupati, ma ancora forse confusi, e cerchiamo giustamente di estraniarci da tutto quanto può distogliere il nostro pensiero dall’emergenza sanitaria in corso nella nostra Italia. Siamo bombardati da notizie che forse in un momento simile dovrebbero essere mitigate; invece, abbiamo di continuo annunci di diverso tipo che comunque riportano la
nostra attenzione al momento di isolamento richiesto da un nemico invisibile. E un ‘Governo’ non pronto a mettere in atto da subito tutte le dovute misure necessarie per salvaguardare il popolo italiano, che non conosce le capacità della struttura dello Stato che presiede e si lascia in silenzio mettere sotto assedio da altre nazioni che ci circondano e non reagisce agli attacchi che riceviamo. Sono attacchi subdoli, vigliacchi, che misurano la nostra reazione come struttura statale; per poi un domani, non troppo lontano, tentare la conquista: non fisica, come nei tempi passati, ma di sottomissione economica, culturale e religiosa. Questi generali, questi conquistatori vigliacchi che speculano su questa epidemia, non conoscono l’anima del popolo italiano, che unito, anche se in modo diverso per ogni regione, proprio in questi momenti di pericolo insorge e dimostra il massimo del livello di patriottismo che lo contraddistingue.

Ai nostri ‘governanti’ occorre ricordare a gran voce di non aver paura di agire, di difendere la madre patria, di difendere ogni italiano. Dobbiamo noi proteggere i confini della nostra nazione e non far più passare lo straniero; non subire l’assedio dei gerarchi delle nazioni confinanti impaurite da un contagio, i quali chiudono i confini fisici, intrappolandosi da soli. Si: perché noi verremo forse ammaccati, feriti, ma supereremo tutto questo. Orgogliosi come individui, come popolo italiano saremo pronti a dare un mano a chi è ferito, ma alle nostre condizioni e ricordando ciò che poco prima loro hanno riservato a noi. Oggi è il momento di chiudersi in ‘quadrato’ e di avere a fianco solo ‘fratelli’ che siano disposti ad aiutare, perché uniti si supera anche questa prova.
Bisogna continuare a sognare, a inventare, a evolversi per poter combattere questo nemico invisibile. Abbiamo un vantaggio: ognuno di noi accanto ha i propri cari, amici che seppur in modo diverso dal consueto possiamo sentire e vedere per reciprocamente incoraggiarci e sostenerci.
L’Italia deve uscirne unita e rafforzata per poter dimostrare al mondo che il nostro modo di essere popolo di una unica nazione è quello corretto per poter vivere insieme in un mondo più giusto.

Calpesti, derisi,
Perché non siamo popolo,
Perché siam divisi.
Raccogliamoci un’unica
Bandiera, una speme:
Di fonderci insieme
Già l’ora suonò.
Stringiamoci a coorte
L’Italia chiamò

Massimo Varrecchia [18 marzo 2020]

[la sezione “opinioni” di Trieste All News riporta lettere e segnalazioni dei lettori e dei collaboratori, senza intervento della redazione]

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