Trieste: gallina legata nel bagno della scuola. Riflessione sui giovani d’oggi

01.02.2020-13.00- Un gesto vile che rappresenta ciò che potenzialmente può diventare una società: pericolosamente insensibile. Si può riassumere così la vicenda avvenuta ieri, venerdì 31 gennaio, nell’Istituto superiore Deledda-Fabiani. Nei bagni della scuola triestina, difatti, è stata ritrovata una gallina legata ed immobilizzata con un nastro adesivo. Purtroppo i colpevoli non sono ancora stati individuati. Allibiti ed amareggiati gli insegnanti e la dirigente scolastica, Tiziana Napolitano, che non ha esitato ad emettere una prima conseguenza disciplinare, sospendendo uscite e viaggi di istruzione per tutti fino a quando il/i responsabili troveranno il coraggio di confessare. La dirigente afferma: “Quello che è successo va contro tutto ciò che cerchiamo di insegnare ogni giorno, non solo per quanto riguarda il rispetto degli animali. È un episodio da non minimizzare (…). Spero che le famiglie non restino insensibili. Spero soprattutto si faccia avanti chi ha portato la gallina a scuola e l’ha legata in quel modo, in caso contrario procederemo con una denuncia penale verso ignoti”.

Chiunque sia a conoscenza di qualcosa è pregato di farsi avanti, anche anonimamente, e denunciare il fatto affinchè si possano fermare queste barbarie.

La gallina, trovata da studenti del primo anno, è stata subito ricoverata all’Enpa. Dopo una visita da un veterinario dell’ente, sono state confermate le buone condizioni di salute dell’animale, che non presenta danni strutturali di alcun genere. Anche la preside Napolitano è arrivata all’Enpa per informarsi sulle condizioni di salute dell’animale e per programmare una visita dell’ente a scuola, che spieghi agli studenti i valori del rispetto e della civiltà verso tutti gli esseri viventi.

Non è un episodio da prendere sotto gamba: il bombardamento di immagini, anche sensibili alle quali i ragazzi si sottopongono usando per buona parte della giornata internet ed i social, porta loro una grande desensibilizzazione e mancanza d’attenzione. Ciò porta a ‘scorrere’ le notizie e le foto, senza minimamente fermarsi a riflettere, a sentire. Lo schermo è diventato una fonte inesauribile di notizie da raggiungere in pochi secondi, sennò si perde interesse. C’è impazienza, ‘fame’ di immediatezza, notizie non approfondite. Ma certe cose, come riflessione e profondità, possono essere date solo da una rivista o da un buon libro. Ulteriormente, i ragazzi ricercano spesso ciò che vedono in tv o ciò che ‘postano’ loro stessi, arrivando ormai al punto di credere che sfidare gli insegnanti e le autorità, dire parolacce oppure offendere e distruggere l’altro siano gesti che fanno ‘clamore’, ‘danno attenzioni’ e quindi automaticamente questo porti ad ‘essere i più ‘furbi’. Non è così. É molto triste notare come non solo le nuove generazioni si stiano buttando via, ma anche molti adulti vengano catturati dal ‘fascino’ del web dove egocentrismo e cattiveria sembrano sinonimo di ‘invincibilità’. Sicuramente questi non possono essere considerati come unici fattori che influiscono sui gesti o sulla sensibilità di ogni singolo individuo. Il mondo, però, ha bisogno di un ritorno all’essenziale, ai sentimenti, al ‘sentire’. Poveri animali senza colpe, che sentono e soffrono come noi, non possono farne le spese in questo modo. Persino la parola ‘umanità’ ha perso il suo senso originario.

Per fortuna, ci sono anche molti ragazzi e genitori sensibili, con una buona educazione alle spalle, che sono rimasti molto amareggiati dell’accaduto. Una mamma rivela: “Mia figlia frequenta questa scuola. È rimasta sconvolta dell’accaduto. Mi ha telefonato stamattina dalla scuola subito per avvisarmi dell’accaduto . Non sa chi sia il responsabile altrimenti lo avrebbe denunciato subito. Le ho sempre insegnato il rispetto degli altri e di tutti gli esseri viventi e trovarsi davanti questa scena l’ha sconvolta non poco perché non si capacita sul perché questa crudeltà gratuita. E nemmeno io. Non so più quello che sta succedendo a questa nostra civiltà. Troppo odio, troppe parole e offese gratuite, troppa crudeltà..”.

L’unica cosa che possiamo dire, è: chiudiamo i cellulari, smettiamo di ricercare follower o i quindici minuti di notorietà e ricominiciamo a ‘sentirci’ prima che sia troppo tardi.

Michela Porta

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