17.02.2020- 09.00- A Monfalcone un cagnolino shih-tzu di undici anni di nome “Paquito” è stato azzannato ed ucciso da un cane libero, simile ad un Amstaff. Niente museruola o guinzaglio. Il povero cagnolino è stato azzannato al collo mentre il proprietario ha tentato di intervenire invano, rimediando una ferita alla mano e una frattura alla vertebra. Un’aggressione repentina e rapida che ha lasciato ben pochi margini di fuga da parte del proprietario del piccolo cane. Solo quando tutto era accaduto era giunta la proprietaria del cane a prenderselo in consegna. L’evento è accaduto la sera del 23 gennaio, in via Romana. L’uomo ha presentato denuncia, affidandosi all’avvocato Andrea Pellegrini. I reati ipotizzati sono, come confermato da Il Piccolo: uccisione di animali, in base all’articolo 544 bis del Codice penale, e di lesioni, in relazione alla ferita e al trauma subito dal monfalconese.
«Il proprietario del cagnolino aveva tentato di urlare, di chiamare aiuto – ha spiegato il legale – ma nessuno era intervenuto. Il mio assistito pur con difficoltà s’era rialzato tentando ancora di intervenire per salvare il suo cane. Ma l’animale non ha mollato finché la bestiola non ha dato più segni di vita. Solo allora è giunta la proprietaria dell’animale che, assieme ad altre persone, l’ha portato via evitando ulteriori conseguenze».
L’uomo, sconvolto, ha deciso di aprire una pagina ‘facebook’ (www.facebook.com/IosonoPaquito) in memoria del suo cagnolino principalmente per sensibilizzare l’opinione pubblica su quanto accaduto e sulla responsabilità dei proprietari circa l’addestramento dei cani e le dovute modalità di tenuta. «Sono rimasto spiazzato, non c’è stata alcuna possibilità di fare alcunché. Non si può nemmeno immaginare situazioni di questo genere, l’impotenza è assoluta, devi scappare e basta, ma non ci sono riuscito. È morto il mio cane, se con me avevo un bambino? », spiega il monfalconese.
Ci sono diversi tipi di animali, razze con diversi tipi di pericolosità: sta all’uomo addestrarli ed evitare che diventino un rischio per la comunità. L’uomo fa quindi riferimento ai patentini non più previsti dalla legge. «Ritengo che ci debba essere un sistema normativo al fine di minimizzare i rischi attraverso l’istruzione dei padroni degli animali. Il Comune di Milano ha reintrodotto i patentini, ma sarebbe opportuno che diventasse una misura nazionale, come accade in molti Paesi europei. Mi spenderò in tal senso almeno a livello locale». Il monfalconese conclude: «Ripeto, non ce l’ho con alcuno, né tantomeno con gli animali. Il mio non è accanimento, è invece la volontà di risolvere un problema reale». Si attende ora risposta del sindaco Anna Cisint, alla quale i già 700 iscritti alla pagina sollecitano la richiesta di poter adottare lo stesso metodo del Comune di Milano.
Michela Porta


