13.02.2020 – 10.00 – È stato inaugurato mercoledì 5 febbraio 2020 il Salone degli incontri, un’iniziativa fortemente desiderata e promossa gratuitamente dall‘Associazione Telemaco Trieste. Con molta emozione sono state dunque aperte le porte della sede sita in Via Carducci n.8 e sono stati accolti diversi cittadini: coppie, famiglie, bebè, future mamme e futuri papà, colleghe psicologhe, amici e studenti hanno infatti riempito il Salone. Il nostro intento è proprio quello di creare attraverso il Salone degli incontri un luogo di scambio e confronto fra tutti i partecipanti, in modo tale da costruire un discorso sulle tematiche che toccano la contemporaneità assieme ai soggetti che abitano questa città. Si è pensato a questo nome e alla disposizione degli ospiti seduti in cerchio proprio perché per noi non si tratta di una serie di conferenze dove chi espone si mette in cattedra, ma piuttosto di una specie di tavola rotonda dove si è tutti protagonisti di quell’incontro.
Il tema che ci ha accompagnati lungo questo primo incontro è stato quello dei cambiamenti che la nascita di un figlio comporta nelle dinamiche di coppia e nel singolo.
Si è parlato della nascita della famiglia, in quanto è proprio nel momento in cui nasce un bambino che nascono anche una mamma ed un papà.
Abbiamo metaforizzato il divenire genitori come la partenza per un viaggio verso un paese sconosciuto.
Un viaggio caratterizzato da gioie e timori, da serene passeggiate e da sentieri impervi, da nuove lingue da imparare e da zone da scoprire. Si tratta di un viaggio che prevede incertezze e deviazioni e che andrà riprogrammato giorno per giorno. Inoltre, si usa dire che quando si torna da un viaggio non si è mai gli stessi di quando si è partiti: questo, come vedremo vale anche per i neogenitori.
La nascita di un bambino provoca nella coppia un cambiamento che è sia di ordine simbolico che di ordine pratico.
Sul piano simbolico troviamo il passaggio intergenerazionale da figlio a genitore e il delicato lavoro che esso comporta.
La nascita di un bambino è un evento che porta con sé una tempesta di emozioni: gioia, euforia ma anche dubbi e preoccupazioni. I genitori iniziano a farsi molte domande, iniziano a chiedersi se saranno dei bravi genitori, se il loro bambino crescerà sano e felice, oppure come faranno a fare tutto ciò che facevano prima. Cercano informazioni e manuali che aiutino a preparare alla vita in tre, chiedono consigli agli amici, sperando di trovare suggerimenti per diventare dei bravi genitori.
Lo diceva già Freud che fare il genitore è un mestiere impossibile. Cosa intendeva dire con questa espressione? Che non esiste un manuale di istruzioni universale per farlo e che nessun genitore ha la garanzia di fare le scelte giuste per il proprio figlio: bisognerà quindi convivere con questa incertezza di fondo. Diventare genitore è dunque un compito estremamente soggettivo, legato ogni volta al figlio che si ha tra le braccia.
Confrontarsi è sicuramente qualcosa di molto prezioso ma il lavoro che dovrà affrontare la coppia va anche su un altro piano: sarà necessario ripensarsi individualmente riconsiderando il partner e la relazione. I due inizieranno a ripercorrere le tappe fondamentali della loro vita, ripensando alla propria infanzia, a com’erano come figli, a come sono stati i loro genitori. Cominceranno a pensare, partendo dalla propria storia, a che genitori vorrebbero essere, a che cosa si vorranno portare dalla famiglia d’origine o che cosa vorranno assolutamente cambiare.
Tale lavoro è molto intimo e privato, ma la propria storia personale è spesso il punto di riferimento dal quale si accoglie il bambino e proprio per questo è di fondamentale importanza che i due partner condividano tra loro questa ricostruzione soggettiva della propria storia al fine di crearne una nuova, la loro. Questa nuova storia nascerà proprio dalla connessione di due passati e due esperienze familiari differenti. Proprio per questo motivo ci saranno opinioni diverse rispetto a come educare il bambino oppure in merito ad alcune decisioni riguardanti le sue future esperienze. Di tutto ciò sarà utile discuterne e provare ad interrogarsi sul perché per il partner sia così importante che quel bambino o ragazzo faccia o meno una certa esperienza. In tutto questo i genitori potranno scoprirsi diversi perché effettivamente fino a quel momento non si erano mai incontrati, conosciuti e confrontati come genitori.
Ci sarà dunque bisogno di tempo, come è servito tempo in passato per la coppia per conoscersi, capirsi ed accettarsi: tutto questo andrà ripercorso in veste di genitori.
Nel divenire genitore si passa anche attraverso la costruzione del legame con il bambino. Tale percorso, anch’esso non privo di interrogativi, coinvolge entrambi i genitori e inizia già durante la gravidanza. I genitori inizieranno ad immaginare il loro bambino: ad esempio ipotizzeranno il colore dei suoi occhi, la forma del suo naso, il suo temperamento, sceglieranno il suo nome. Attraverso questi pensieri i genitori daranno una presenza mentale al nascituro e inizieranno a creare una cornice simbolica entro la quale accoglierlo.
In questo periodo il bambino è già stato concepito, ma non è ancora nato. Infatti, si può parlare di due tipi di concepimento: uno fisico e uno della relazione. Diventare genitori è per l’appunto un viaggio che va dal concepimento alla nascita tenendo presente che si avrà a che fare con uno “straniero”, del quale non si conoscerà la lingua, perché nuova e da imparare.
L’incontro con il bambino neonato ed il ritorno a casa sono spesso i momenti più attesi ma anche i più delicati per la coppia.
I genitori spesso raccontano di essersi sentiti euforici e pieni di gioia per avere finalmente il bambino lì con loro ma anche spaventati e disorientati. L’arrivo del bebè implica una notevole rivoluzione all’interno delle mura domestiche: i ritmi, le abitudini, gli spazi sono tutti diversi e riadattati in funzione dei bisogni del bambino. Alle volte tutto questo può far sentire i neogenitori spaesati e soprattutto nei primi momenti, questo può far sorgere dei sentimenti di inadeguatezza.
Sul piano pratico è questo il grande cambiamento: soprattutto nei primi mesi la cura del neonato prende il sopravvento e la coppia può sentirsi completamente fagocitata dal ruolo genitoriale. Può risultare difficile per i genitori conciliare l’assunzione di questo ruolo con quello di partner. A volte, anche l’intimità può risentire di questo. Ci si scontra in effetti con la realtà dei bisogni del bambino, bisogni urgenti che fanno passare le notti in bianco, rendono stanchi e irritabili i genitori. Bisogni che necessitano di essere soddisfatti e che richiedono del tempo che in passato veniva dedicato ad altro (al partner, alle uscite, alle proprie passioni).
La nascita di un figlio per la coppia può prendere la forma di un forte vento che fa vacillare la barca, ma le permette anche di esplorare dei mari meravigliosi che altrimenti non avrebbe potuto conoscere. Il cambiamento in effetti può portare con sé rischi e possibilità, che non sono altro che due lati della stessa medaglia.
Ciò che più di tutto è emerso dai discorsi degli ospiti durante la serata è stato il timore del cambiamento e dell’imprevedibilità del diventare genitore. Paura per lo più legata alla perdita di una propria individualità e delle abitudini di vita precedenti alla nascita di un figlio. Questo genere di sentimento si accompagna al senso di colpa e alla vergogna.
La possibilità, costruita durante l’incontro, di poter dire in merito a queste paure, ha fatto sì che qualcuno, già genitore, potesse testimoniare invece un’esperienza non solo di perdita ma anche di “guadagno”. Diventare genitore è certamente un evento difficile e faticoso, ma allo stesso tempo porta con sé l’opportunità del nuovo.
Non c’è nulla di “egoistico” nella paura della perdita: a nessuno piace perdere, in fondo. Ed il cambiamento porta sempre con sé una certa quota di angoscia proprio perché si entra nella dimensione dell’incertezza.
Forse però troppo spesso ci si sofferma soltanto su questo aspetto quando si discute di genitorialità. Crediamo invece che per i futuri genitori sia stato prezioso poter sottolineare anche tutto ciò che c’è “in più” rispetto a prima, quando un figlio viene al mondo.
Perché è proprio nel bel mezzo di un sentiero impervio e sconosciuto che, spesso, ci si imbatte in scorci inaspettatamente mozzafiato.
Ricordiamo a tutti che il prossimo incontro si terrà martedì 3 marzo 2020 dove ci si confronterà sul tema della posizione dell’infanzia nella contemporaneità.
Benedetta Moras e Chiara Manzato, psicologhe dell’Associazione Telemaco Trieste


