24.02.2020 – 10.25 – La disoccupazione in Italia rappresenta uno dei grandi problemi della Penisola, specialmente se si parla di giovani.
Il tasso rimane infatti al 9,8%, secondo l’Istat, ma un forte problema non è più il trovare lavoro ma il reclutare.
Le aziende faticano infatti nel trovare candidati: secondo un recente studio dell’Associazione Artigiani e Piccole Imprese Mestre Cgia, circa un terzo dei casi, il 32%, i datori di lavoro in Italia non riescono a riempire le posizioni a causa dell’impreparazione dei candidati o per la mancanza degli stessi.
Le motivazioni che hanno portato a questi numeri sono, ovviamente, molteplici: la ricerca di personale sempre più qualificato, un gap enorme che distanzia scuola, università e lavoro e l’aumento di professioni che i giovani non vogliono proprio fare.
Molti i lavori a cui i ragazzi non ambiscono: tra questi cuochi, camerieri e autisti di mezzi di trasporto pesanti.
Dati che colpiscono sia le principali province del Sud, sia il Nord Italia;
a Gorizia, ad esempio, le difficoltà a reperire personale adeguato riguarda il 48,1% dei casi, a Trieste il 45,5 a Vincenza il 44,6 e a Pordenone il 44,2.
Tra i lavori più richiesti qui a NordEst troviamo: cuochi, camerieri, operai metalmeccanici ed elettromeccanici, esperti in marketing, tecnici informatici e ingegneri.
Necessario però osservare le percentuali sul tasso di disoccupazione suddivisi per fascia di età: emerge infatti una situazione ampiamente dispari tra i lavoratori più anziani, in una condizione migliore, e i più giovani.
Il tasso di disoccupazione nella fascia 15-34 anni è infatti pari al 17,8 per cento: quasi il doppio rispetto al dato nazionale.


