24.02.2020 – 07.30 – Mentre continua la lotta di Lombardia e Veneto contro i due focolari di Coronavirus, la Slovenia si prepara anch’essa all’eventualità di un contagio. Attualmente, al momento in cui viene scritto questo articolo, il 23 febbraio, ore serali, non risultano infetti tra la popolazione slovena. I quattro cittadini a bordo della Diamond Princess sono risultati negativi ai test; dopo la quarantena a bordo della nave, i quattro sloveni sono stati confinati nelle rispettive case per altre due settimane, quale ulteriore precauzione. Altri due sloveni a bordo della “nave bianca” erano risultati positivi e sono stati ospedalizzati in Giappone, dove rimangono tutt’ora.
Janez Janša, leader del Partito Democratico (SDS), ha richiesto con urgenza sabato 22 febbraio che il governo discuta l’emergenza ormai prossima in una sessione del Concilio Nazionale di Sicurezza; in risposta il primo ministro uscente Marjan Šarec ha ribattuto che le autorità responsabili sono già preparate per una possibile diffusione del virus e stanno coordinando le attività su base quotidiana.
“Ci sono piani nel caso di una potenziale diffusione della malattia” ha detto, aggiungendo che la situazione dev’essere considerata con serietà, ma senza politicizzarla o trasformarla in un babau mediatico.
Allo stadio attuale, l’Ambasciata slovena a Roma e il Consolato generale a Trieste si stanno aggiornando ora dopo ora sui progressi dell’epidemia, informando le autorità.
La stragrande maggioranza delle guide turistiche slovene o dei tour operator hanno sospeso le iniziative in Italia; un impatto economico notevole, specie per il Veneto.
Lo scorso 13 febbraio, la Slovenia si era mobilitata per aiutare la Cina in difficoltà, donando 1,2 milione di mascherine; tutte recapitate lunedì alla città di Wuhan.


