“Trieste, Yugoslavia”, stasera su Rai Storia un doc sui “jeansinari”

18.01.2020 – 17.50 – Dagli anni Sessanta fino ai tardi anni Ottanta Trieste era considerata dalla Jugoslavia il luogo per eccellenza dove comprare quei “lussi” capitalisti negati dalla madrepatria: dai ricambi per automobili, al caffè, ai famosi blue jeans o “cowboika”, ambito status symbol dell’epoca.
Ogni sabato i turisti jugoslavi visitavano Trieste, affollando Piazza Ponterosso, all’epoca formicolante emporio di ogni genere di merci. È stato calcolato come milioni di cittadini yugoslavi visitassero Trieste almeno due volte all’anno, favorendo nel capoluogo giuliano il formarsi di un’attivissima piccola imprenditoria. Mentre le merci comprate venivano rivendute a loro volta nei Balcani a prezzi moltiplicati, alimentando un fiorente mercato nero.
Una storia peculiare, svanita con le guerre balcaniche: con i suoi eccentrici protagonisti, con le sue storie di contrabbando, di emancipazione, di tragedie e comicità.

Lo racconta il documentario di un triestino, Alessio Bozzer, con “Trieste, Yugoslavia“.
Un’opera originale, che nel 2017 ha riportato un grande successo. Stasera la si potrà vedere su Rai Storia, per il ciclo “Documentari d’autore”, alle ore 22.50, niente meno che in prima visione.

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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