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lunedì, 5 Dicembre 2022

Al Bobbio, “L’anima buona di Sezuan” di Brecht: il dramma della povertà

09.01.2020 – 11.15 – Nella giornata di domani, venerdì 10 gennaio, debutterà al Teatro Bobbio di Trieste lo spettacolo più atteso della Stagione: “L’anima buona di Sezuan“, di Bertolt Brecht. Una nuova produzione Contrada, con Monica Guerritore che ne firma anche la regia. Lo spettacolo ha aperto il Festival di Borgio Verezzi la scorsa estate, collezionando a partire da quel momento ottime critiche e recensione lungo tutto lo Stivale.
Scritta da Brecht negli anni ’30 questa versione s’ispira all’edizione di Strehler del 1981: in una Cina immaginaria, sconvolta da conflitti etico-sociali (affini a quelli causati dall’attuale crisi economica globale), tre divinità scendono sulla Terra alla ricerca di “un’anima buona” e scoprendo che l’unica persona disposta ad ospitarli per la notte è una prostituta. Ricompensata con una grossa somma, Shen-Te può finalmente cambiare vita e acquista una tabaccheria, ma la sua bontà viene sfruttata e così la donna si presenta di tanto in tanto sotto mentite spoglie, fingendosi un suo presunto cugino, Shui-Ta, esperto uomo d’affari.
La domanda che si pose allora Brecht, tra il ’38 e il ’40 e che Strehler mise in scena a più riprese è “Come può un’anima buona sopravvivere alle tante barbarie del mondo?“. Monica Guerritore affronta la questione riproponendo il testo in una versione che vuole rappresentare un omaggio ed essere al contempo un atto d’amore nei confronti del suo maestro (come lei stessa ammette).

Nell’Anima buona di Sezuan” spiega la regista “c‘è un piccolo popolo di abitanti di un luogo che è tutti i luoghi del mondo: essi appaiono come buffi, straniti e imperiosi ‘personaggi’ più veri e precisi che nel mondo reale. Nel mio spettacolo è forte l’influenza del mio Maestro: soprattutto nel concetto che l’essere umano si rappresenta perché, attraverso la rappresentazione, qualcuno lo capisca, lo accolga, lo compianga e forse gli dia una soluzione finale.” E ritorna in questa versione la denuncia del dramma della povertà. “Nell’Anima Buona c’è tutta la tenerezza e l’amore per gli esseri umani costretti dalla povertà e dalla sofferenza a divorarsi gli uni con gli altri” illustra ancora Monica Guerritore “ma sempre raccontati con lo sguardo tenero e buffo di chi comprende. In questi anni durissimi solo il teatro può raccontarci dal di dentro, rendendoci consapevoli delle maschere ringhianti che stiamo diventando. Mettere in scena la meravigliosa parabola di Brecht risponde alla missione civile e politica del mio mestiere. Teatro civile, politico, di poesia“.

Insieme al doppio ruolo interpretato da Monica Guerritore per precisa scelta registica anche gli attori con cui condivide il palcoscenico prestano fisicità e carattere a più di un personaggio: Matteo Cirillo è l’aviatore arrivista e il falegname che affoga nell’alcol le sue responsabilità; Alessandro Di Somma è uno degli dei, il bambino e la vedova Li; Nicolò Giacalone è il marito e il barbiere; Enzo Gambino è l’acquaiolo e il fratello zoppo; Francesco Godina, noto attore triestino, è il nipote, il primo dio e il poliziotto strampalato; Diego Migeni è il terzo dio e la signora Mi Tzu; Lucilla Mininno è la signora Yang e la moglie.

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Nicole Petrucci
Nicole Petruccihttps://www.triesteallnews.it
Giornalista iscritta all'Ordine del Friuli Venezia Giulia. Direttrice responsabile

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