LAV: “Fauna selvatica bene indisponibile dello Stato, non dei cacciatori”

12.01.2020-15.00- La LAV FVG rimane incredula per le affermazioni, espresse sui media, della consigliera PICCIN, seguite agli atti che hanno distrutto due altane a Campoformido. La LAV FVG non può accettare che la consigliera Piccin possa continuare a favorire i cacciatori, dopo che la maggior parte dei danni causati alla fauna selvatica è stata opera del mondo venatorio e dei cacciatori, che grazie ad una legge oramai antiquata, permette ancora l’attività venatoria nonostante il primo punto della Legge Nazionale 157/92, preveda che “la fauna selvatica è un bene indisponibile dello Stato” e non dei cacciatori. “Noi animalisti, sappiamo bene che qualsiasi atto violento non è accettabile e continuiamo a dirlo al mondo venatorio da più di 30 anni. Proprio per questo non possiamo accettare che la politica favorisca i cacciatori con leggi e regolamenti sfavorendo la vita dei selvatici. A tal proposito ricordiamo il Progetto Di Legge Nazionale PDLN n° 9 del 2019 presentato proprio dalla Piccin per favorire i cacciatori a massacrare migliaia di animali, proponendo la modifica dell’articolo 19 della legge 157/1992, che permette di cacciare tutto l’anno, dalle macchine, entrare nei parchi, usare fonti luminose notturne, termiche, puntatori laser e droni, allargando sempre più le specie da poter abbattere.” Anche quest’anno, è in atto il tentativo di sovvertire le Leggi Regionali che regolano la Caccia e tutelano l’ambiente, per cercare di approvare ciò che sul territorio nazionale è considerato bracconaggio e andando contro la Costituzione e le Direttive Europee, solo per soddisfare gli interessi privati di una risicata minoranza.

Ora, quest’ ulteriore proposta che non permetta la libertà di opinione,la troviamo veramente inaccettabile, soprattutto visti anche gli insulti che gli animalisti ricevono quotidianamente. Ricordiamo che quando i cacciatori nella loro attività feriscono o uccidono altri cittadini non rispondono davanti alla legge come ogni altra persona, anche se il reato (ferimento e uccisione) sono ancor più gravi di un’altana bruciata.

Ci chiediamo come mai nessuno si mobiliti per liberare tutti gli “altri” cittadini, quelli non cacciatori, per far si che possano ritornare a camminare nei prati e nei boschi, assieme alla famiglia ed ai propri animali senza aver timore di venir colpiti da un proiettile.

Chiediamo alla politica Regionale di rispettare la vita e l’ambiente, ponendo fine ad una legislazione zoppicante, continuamente stravolta a seconda delle più diverse esigenze, favorendo il singolo dettaglio a discapito dell’ecosistema nel suo complesso.

[c.s.]