Nutri-Score, un rischio per l’export agroalimentare Made in Italy?

08.01.2020 – 10.45 – L’ipotesi di adozione del bollino Nutri-Score da parte della comunità europea quale metodo ufficiale di etichettatura di qualità dei prodotti alimentari ha fatto ultimamente molto discutere sia a livello nazionale che a livello regionale. La paura, infatti, è che tale sistema possa seriamente penalizzare l’export di molti dei prodotti Made in Italy.
Illustrato nel 2013 nel rapporto “Proposte per un nuovo impulso alla politica nutrizionale della salute pubblica francese nel quadro della strategia sanitaria nutrizionale” da parte dell’EREN, un gruppo di ricerca pubblica francese sulla nutrizione guidato dal professor Serge Hercberg, il sistema è stato ufficialmente adottato in Francia nel 2016, in Belgio e in Spagna nel 2018, ed è già utilizzato da alcuni produttori tedeschi. Ideato per facilitare la scelta del consumatore, il Nutri-Score permette di dare una semplice valutazione del prodotto sulla base dei valori nutrizionali che esso contiene basandosi sul punteggio nutrizionale FSA, creato dall’Agenzia alimentare nel Regno Unito. Il punteggio va da A a E, con una misurazione a colori che varia dal verde al rosso: al suo interno vengono da un lato considerati i nutrienti positivi per la salute quali fibre, proteine, frutta, verdura, e dall’altro quelli invece da limitare per combattere malnutrizione e obesità come energia, zucchero, sale, acidi grassi saturi.

“Il sistema di valutazione della qualità alimentare Nutri-score rischia di essere estremamente penalizzante per il comparto dell’export agroalimentare del Friuli Venezia Giulia e di molti marchi del nostro made in Italy.” Ha affermato in merito il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale Sergio Bolzonello, riportando come esempio il caso del prosciutto di San Daniele dop, che sarebbe bollato come nocivo con una certificazione di punteggio D: “oltre a essere un’esagerazione assolutamente fuori luogo è emblematico e deve portare l’attenzione su tutto il comparto enogastronomico della regione; altre tipicità, secondo i criteri seguiti per valutare il San Daniele, sono a rischio.”
“È sulla politica europea che dobbiamo agire” ha quindi evidenziato ancora l’esponente dem annunciando un’interrogazione affinché la Giunta regionale si faccia parte attiva per sollecitare un intervento in sede europea.”Noi siamo pronti a sostenere un’eventuale azione che parta dal Friuli Venezia Giulia, ma il governatore Fedriga faccia leva anche in maniera ufficiale sui suoi europarlamentari affinché contribuiscano a scongiurare l’arrivo di questo nocivo sistema”.

Preoccupazioni e contrarietà sono state sollevate anche da parte del gruppo regionale della Lega che, attraverso una nota del capogruppo Mauro Bordin ha affermato: “Non accettiamo lezioni dal PD sul famigerato sistema Nutri-Score. Matteo Salvini fu il primo a dare l’allarme sulla pericolosità di questo sistema di valutazione e una certa parte politica, che oggi cerca di smarcarsi, qualche mese fa smussava i toni. La Lega è in prima fila contro l’utilizzo del Nutri-Score e i nostri europarlamentari si sono già attivati per osteggiare un sistema di valutazione della qualità agroalimentare che rischia di mettere in ginocchio il nostro comparto e, in particolare, di danneggiare i prodotti di alta qualità del Friuli Venezia Giulia. Sul fronte europeo” prosegue ancora l’esponente della Lega “è stato richiesto alla Commissione di prendere una posizione contraria sull’etichettatura a semaforo e adottare una linea risoluta per contrastare la diffusione di questo sistema fuorviante per il consumatore, che boccia la dieta mediterranea iscritta all’Unesco nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità e scientificamente valutata uno dei migliori modelli istituzionali”.

 

Nicole Petrucci
Nicole Petruccihttps://www.triesteallnews.it
Giornalista iscritta all'Ordine del Friuli Venezia Giulia. Direttrice responsabile

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