11-12-2019 – 12.13 – È morto ieri martedì 10 dicembre, a Torino, all’età di 53 anni dopo un lungo ricovero seguito a un male incurabile, Davide Vannoni. Vannoni era noto per essere stato l’ideatore del tanto discusso metodo Stamina, che prevedeva la conversione di cellule staminali mesenchimali in neuroni, per la cura di malattie neurodegenerative, metodo successivamente risultato privo di fondamento scientifico.
Davide Vannoni, prima di fondare la Stamina Foundation, fu docente presso l’Università Telematica Niccolò Cusano e autore di alcuni testi di comunicazione persuasiva. Si sottopose lui stesso in Ucraina ad un trapianto di cellule staminali per curare una paralisi facciale; in seguito decise di portare un trattamento di sua concezione in Italia, approfittando del’entrata in vigore della disciplina europea sulle terapie a base di cellule staminali. Il metodo Stamina, mai divenuto pubblico, dal 2011 venne praticato come cura “compassionevole” presso gli Spedali Civili di Brescia, grazie anche all’interessamento da parte del pediatra triestino Marino Andolina, divenuto poi suo collaboratore. Nel 2013, il metodo Stamina venne sospeso dopo un ispezione da parte della Nas e Aifa che rilevarono il mancato rispetto dei protocollistabiliti dalla legge. Vannoni era stato accusato di truffa dal Tribunale di Torino e nel 2015 venne condannato ad un anno e dieci mesi di carcere, con procedimenti di arresto che avevano coinvolto anche Andolina; l’evolversi della vicenda Stamina fu seguito dai media e in modo molto approfondito dal quotidiano “La Stampa”, che pubblicò un’inchiesta. Nel 2017, Vannoni venne di nuovo arrestato dai Nas con l’accusa di aver cercato di utilizzare il metodo Stamina all’estero e venne indagato per una nuova inchiesta per associazione a delinquere. La morte di Vannoni chiude per sempre il capitolo dello specifico metodo terapeutico non convenzionale e non scientifico, mentre per quanto riguarda i fatti giudiziari che avevano coinvolto Trieste, il 27 febbraio 2019 si è aperto un processo bis relativo a infusioni di cellule staminali avvenute al Burlo all’insaputa, questa l’accusa, dell’azienda sanitaria e della dirigenza.
[a.d.]


