Morto Eno Mucchiutti, baritono triestino che soffrì i lager nazisti

03.12.2019 – 08.30 – È scomparso ieri, 2 dicembre 2019, Eno Mucchiutti, conosciuto come “Enno”, baritono triestino che conquistò grande fama nel secondo dopoguerra. La sua biografia rimane tuttavia indelebilmente connessa all’esperienza nella Seconda Guerra Mondiale, quando venne arrestato dal nazismo nell’agosto 1944 e internato nei campi di concentramento di Dachau, Mauthausen, Melk ed Ebensee. Un’esperienza che l’avrebbe ucciso, se non fosse stato per il canto, unica, celestiale “fuga”, da un inferno di morte e filo spinato. Una discesa nell’ade confessata solo negli ultimi anni, nel 2010, con l’opera biografica “Il cantante del lager” (Nuovadimensione).

Eno Mucchiutti nacque l’11 maggio 1919 a Cormons (Gorizia), trasferendosi dapprima a Trieste e poi a Torino per gli studi nei rispettivi conservatori musicali. Soldato nei reggimenti di fanteria dell’esercito italiano durante la Seconda Guerra Mondiale, Mucchiutti evitò i bandi di arruolamento dell’occupazione nazifascista del 1944, venendo arrestato e internato nel campo di lavoro di Berchtesgaden, in Austria. Dopo una prima fuga, venne nuovamente arrestato e marchiato quale “oppositore politico”. Seguì una girandola di sofferenze e deportazioni tra i campi di Dachau, Mauthausen, Melk ed Ebensee.
Secondo il libro “Il cantante del lager”, la sua abilità canora gli permise di evitare i pestaggi delle guardie e – in qualche occasione – di salvarsi dalla morte, grazie al rispetto accordato nella cultura tedesca verso il canto come arte. L’esperienza degli undici mesi rimarrà in ogni caso indescrivibilmente dolorosa, danneggiandogli parzialmente la voce e impedendo quanto sarebbe altrimenti stata un’ancor più sfolgorante carriera musicale.

Il secondo dopoguerra assistette dapprima ai successi di Mucchiutti sul palco del Teatro Verdi di Trieste, a cui presto seguirono il Teatro Regio di Torino, Teatro Carlo Felice di Genova, Teatro Massimo Vittorio Emanuele di Palermo, Teatro San Carlo di Napoli, Gran Teatro La Fenice di Venezia, Teatro Lirico di Cagliari, Teatro Comunale di Bologna, G. Verdi di Sassari e molti altri. Un successo notevole, confermato dal plauso ricevuto a suo tempo anche all’estero, rispettivamente al Teatro di stato di Ljubljana, di Zagabria e al Teatro del Liceo di Barcellona.

(Fonti: Il Recensore, Mucchiutti: “Il cantante del lager”)