Migranti, Roberti: “Fvg disponibile all’apertura di nuovi Cpr”

29.12.2019 – 08.35 – Gradisca d’Isonzo ospita, da diverse settimane, il nuovo Centro Permanente per i Rimpatri (Cpr), fianco a fianco con il Cara, Centro Accoglienza per i Richiedenti Asilo. Un sacrificio notevole per una piccola cittadina che si sobbarca così il (doppio) peso dell’accoglienza dei migranti, con il Cara, e dei rimpatri, con il Cpr.
L’assessore regionale alla sicurezza, Pierpaolo Roberti, ha replicato alle critiche del sindaco: ci sono, ha detto, “forti perplessità sulle scelte di un Comune che, invece di concentrare la propria azione normativa a vantaggio della comunità locale e agire a tutela dei propri cittadini, si preoccupa di creare una nuova figura di garante per quegli immigrati rispetto ai quali, va ricordato, è stato decretato il non titolo a rimanere sul territorio dove sono arrivati irregolarmente”.

Il riferimento è alla decisione, operata dal Consiglio Comunale gradiscano, di istituire un “Garante per i diritti delle persone private della libertà personale“. Una figura capace di monitorare la situazione all’interno del Cpr, altrimenti chiuso a visite e/o ispezioni.

Di fronte alle proteste per la presenza di un Cpr in una città come Gradisca che già tanto aveva dato sul fronte dell’immigrazione, l’assessore ha replicato che in realtà vorrebbe ancora più Cpr sul territorio: “piena disponibilità a ospitare nuovi Centri permanenti per i rimpatri in regione al fine di ridurre l’accoglienza diffusa”.
Merita ricordare come il Presidente Fedriga aveva affermato che Gradisca non avrebbe dovuto avere contemporaneamente un Cpr e un Cara, promettendo la chiusura del secondo, mai in realtà avvenuta.

Non è stato toccato l’argomento centrale, ovvero come possa una città come Gradisca gestire contemporaneamente due centri di questa tipologia; un caso unico nel Nord Est.
Il Cpr, stando alle critiche del SIULP, funziona con un “patchwork” raccogliticcio di poliziotti, carabinieri, finanzieri e militari “sottratti” dai diversi reparti in zona.

L’assessore ha proseguito osservando la necessità di monitorare il confine con nuove tecnologie in combinazione con la Slovenia, a fronte di un aumento degli “ingressi non autorizzati via terra”. Eppure proprio l’esperimento delle pattuglie congiunte, la scorsa estate 2019, si era rivelata un fallimento, come sottolineato dal Prefetto Valenti.
L’assessore ha infine concluso rimarcando, nuovamente, che la Regione vorrebbe più Centri per il Rimpatrio sul territorio “per contribuire a ridurre sensibilmente il fenomeno dell’accoglienza diffusa”.

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

Ultime notizie

Dello stesso autore