Trieste, tamponi agevolati ai dipendenti comunali. Giacomelli: “Nessuna polemica”

02.12.2021 – 11.23 – Tamponi agevolati per i dipendenti comunali? L’iniziativa, approvata con i voti dei quattro assessori di Fratelli d’Italia a Trieste (a firma di Stefano Avian assessore alle Risorse umane e Carlo Grilli politiche sociali, della Lista civica di centrodestra, poi votata per quanto riguarda FdI da Avian, Maurizio De Blasio alla Sicurezza, Elisa Lodi ai Lavori pubblici, Nicole Matteoni all’Educazione e famiglia), solleva polemiche? “Nessuna. Si tratta di una decisione presa da molte amministrazioni”, spiega Claudio Giacomelli. “A Trieste ci sono circa tremila dipendenti comunali e questa decisione va nella direzione di agevolare la prevenzione e il lavoro quotidiano. Lo fanno già molte aziende che hanno più di cinquanta dipendenti, e può derivarne anche uno sgravio di lavoro per le farmacie. Su questo non vedo proprio motivi per una polemica e non vedo instabilità”. La delibera rientra pienamente nella linea politica del partito di Giorgia Meloni e rispecchia le idee della base; incontra però la contrarietà di Serena Tonel ed Everest Bertoli della Lega, ai quali si unisce il voto, anch’esso contrario al provvedimento, di Sandra Savino e quindi di Forza Italia e idealmente di Roberto Dipiazza, astenutosi nel suo ruolo istituzionale. Una sorpresa, questo voto contrario della Lega, o un’ambiguità? Non lo è neppure questo. La posizione della Lega sulla profilassi Covid-19, tema purtroppo per un nuovo inverno ancora una volta in primo piano, è nota da tempo: l’ha espressa Matteo Salvini, che chiede tamponi gratuiti per tutti (e se non gratuiti fortemente calmierati), e i giorni delle proteste dei portuali (nei quali di fronte alla sollecitazione del Viminale, comunicata attraverso una circolare inviata ai prefetti, di considerare i tamponi gratuiti per alcune categorie, Salvini e i sindacati avevano risposto: “e gli altri?”) non sono lontani. A Roberto Dipiazza vengono rimproverate dalle opposizioni assenze, debolezza e interventi sul Green pass sì molto forti, ma in ritardo e solo successivi alla rielezione a sindaco su un tema che aveva portato Trieste in cronaca nazionale già dai giorni del fronte del porto; e si dice che, sotto sotto, fra Dipiazza e una parte della giunta non ci sia per davvero la stessa comunanza di vedute espressa in campagna elettorale.

E al cittadino, fuori dalla politica, quanto costano i tamponi? Tanto, ed è una situazione confermata come paradossale dato che uno screening fatto come si deve (ovvero un controllo a campione frequente e costante) resta, assieme al vaccino, la via indicata come più importante per la prevenzione del contagio dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Molto più dell’eventuale terza dose ‘booster’, sulla quale non c’è ancora completa chiarezza scientifica. Chi fa il vaccino e ha il Super Green pass, però, i tamponi non li fa: un po’ perché se tutti i vaccinati ne facessero anche solo uno ogni settimana le code alle farmacie sarebbero sterminate, e un po’ perché costa tanto. Troppo. Un molecolare circa 50 euro, un tampone antigenico circa 25 e quello rapido da fare a casa (ma non vale per il Green pass) fra i 5 e i 10 euro. È anche il timore, così com’era stato per il porto, di defezioni fra i lavoratori uno dei fattori che motivano la decisione degli assessori triestini di approvare tamponi calmierati per il Comune? Pensarlo può non essere sbagliato; peraltro vista da un lato diverso è certamente una scelta che in termini di prevenzione aiuta molto, specie se verrà via via ancora estesa, considerato che i dipendenti pubblici a Trieste sono circa il 10 per cento di chi lavora (nel 2019 erano 9,5 su 100 residenti, terza città dopo Bolzano e Aosta): si potrebbe dire, “intanto incominciamo così” e poi magari si farà di più. Come andrà in termini di efficacia e di riscontro dell’opinione pubblica lo si vedrà nei prossimi giorni, nei quali la delibera verrà messa in pratica e i dipendenti potranno fare il test a meno della metà del costo per il cittadino. Nel frattempo, chi per motivi di salute o personali non accetta la vaccinazione molto spesso va in Slovenia – nuova convenienza transfrontaliera, quella del tampone – per un controllo rapido, più economico e più facile da scaricare sul proprio smartphone.

[r.s.]