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sabato, 28 Maggio 2022

Manutenzione marciapiedi, strade e Peba: risponde l’assessore Lodi

17.11.2019 – 17.00 – In questi giorni si è tornato a parlare della situazione delle strade e dei marciapiedi di Trieste.
Spesso inadatti, pericolosi o con buche, continuano a sollevare segnalazioni in primo luogo da persone costrette alla sedia a rotelle. Corso Umberto Saba è stato infatti segnalato da alcuni diversamente abili in quanto costretti a spostarsi nel bel mezzo del traffico, sfiorati da macchine anche a velocità cospicua, noncuranti delle loro difficoltà.
“Non abbiamo altro modo di muoverci” dichiara uno di essi “ho fatto richiesta tante volte al Comune di darci una mano ma non ascoltano. L’avvallamento dei marciapiedi fatto per disabili o anziani dovrebbe essere a livello zero del terreno, pari-pari, non comunque alto due o tre centimetri. La carrozzina si blocca e non si riesce a salire, il risultato è dover passare per forza nel traffico, mettendo noi stessi in pericolo”.
Seguendo il percorso per andare verso piazza Goldoni, la situazione non migliora e coinvolge anche i non diversamente abili. Gli avvallamenti dei semafori presentano effettivamente dei rialzi, con delle spaccature sulle parti circostanti. “In altre città, il marciapiede è alto quanto il livello dei bus, in questo modo anche noi anziani possiamo salirci subito senza problemi, qui invece non è così e dobbiamo faticare, alle volte anche correre per non perdere il mezzo” racconta esasperata una signora anziana in attesa alla fermata. Segnalazioni anche riguardo la fermata della 1 in piazza Goldoni, dove spesso i guidatori prendono la curva larga, costringendo gli anziani a scendere dal marciapiede per risalire sull’autobus. Sui social arrivano molte altre richieste di manutenzione anche per piazzetta Barbacan, per la zona attorno al Ricreatorio Pitteri, via Murat, Largo Riborgo, e così tante altre ancora: richieste di piccoli accorgimenti in svariate parti della città che migliorerebbero di molto la qualità di vita dei nostri cittadini.

Un resoconto di quanto è stato fatto finora è stato tracciato mercoledì 13 novembre, nel corso di una conferenza, stampa, dall’assessore comunale ai Lavori Pubblici Elisa Lodi: nel triennio 2018/2020 sono stati investiti quasi sei milioni di euro dal Comune di Trieste per opere e interventi di manutenzione di strade e marciapiedi ed attualmente ci sono interventi in corso per 1,5 milioni di euro e lavori in fasi di gara, che comprenderebbero anche la zona di Corso Italia, per più di un milione di euro.

Altra questione strettamente correlata riguarda l’abbattimento delle barriere architettoniche sul nostro territorio.
Come dichiarato dal consigliere Cristian Sergo-M5S FVG: “La Regione, a riguardo dell’attività di progettazione e realizzazione di opere volte all’eliminazione di barriere architettoniche, ha messo in concessione finanziamenti regionali pari a quasi 600mila euro nel 2019. Di questi, hanno fatto richiesta solamente due enti locali, domandandone 200mila. Sono quindi rimasti 400mila euro non spesi, che la giunta regionale ha pensato di riprendere destinandoli ad altre spese perché nessuno finora si è presentato. I PEBA (Piani di Eliminazione delle Barriere Architettoniche) sono attivi dal 1986 ed in 33 anni in Friuli Venezia Giulia solo 19 comuni su oltre 200 si sono adottati di queste opportunità: ciò è molto grave“.
A riguardo della predisposizione ed adozione del Peba, il consigliere comunale M5S Paolo Menis ha presentato al Consiglio Comunale una domanda di attualità al Sindaco e all’assessore Lodi.
Quest’ultima ha successivamente risposto:

“Nell’ambito del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) attualmente in corso di redazione, si intende affidare alla società aggiudicatrice SINTAGMA la redazione del Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA) riferito agli spazi pubblici stradali in ambito cittadino. La redazione di tale piano dovrebbe avvenire in contemporanea alla redazione del PUMS la cui conclusione è prevista per l’anno 2020.

Pur in assenza del PEBA, gli uffici competenti nell’ambito della realizzazione di interventi su spazi stradali, hanno tenuto e tengono in particolare considerazione le esigenze delle persone diversamente abili. Il tema dell’accessibilità non viene sottovalutato nella redazione di progetti né nell’esecuzione di interventi di manutenzione. Si pensi, ad esempio, a quanto è stato eseguito negli ultimi anni in termini di:

  • costruzione di attraversamenti pedonali protetti per facilitare
    l’attraversamento di carreggiate stradali intensamente trafficate e/o
    di ampia larghezza,
  • creazione di abbassamenti pedonali di raccordo tra marciapiede
    e carreggiata stradale non soltanto in corrispondenza di
    attraversamenti pedonali zebrati,
  • realizzazione di allargamenti di marciapiede per garantire il
    transito dei disabili su carrozzina,
  • installazione di pavimentazione tattilo-plantare per segnalare
    situazioni di pericolo o indicare la direzione da seguire,
  • apposizione di dispositivi sonori per non vedenti sulle paline
    semaforiche.

Gli uffici impegnati nelle attività di progettazione ed esecuzione dei lavori in ambito stradale si interfacciano costantemente con le varie associazioni che operano sul territorio per tutelare le esigenze dei soggetti diversamente abili (come ad esempio, Unione italiana Ciechi, Consulta Regionale FVG, Trieste abile, ecc); tale attività di partecipazione è finalizzata a concordare entità e modalità di intervento, recepire esigenze generali e specifiche, sperimentare tecnologie innovative, verificare il gradimento degli interventi eseguiti, individuare soluzioni correttive, mettere a punto buone pratiche da replicare in ambito cittadino.

Ho quindi aggiunto ieri in aula che gli uffici comunali tengono in considerazione le necessità dei portatori di disabilità anche nella predisposizione dei progetti che riguardano edifici pubblici e scolastici. Recentemente il Comune ha ottenuto un finanziamento regionale per l’abbattimento delle barriere architettoniche in due scuole dell’infanzia.”

Si spera, quindi, che le richieste vengano effettivamente ascoltate il prima possibile.

Michela Porta

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