Trieste romana, ipotesi di recupero dello ‘sterrato’ di casa Francol

10.11.2022 – 09.00 – Il visitatore che si avvicina a Piazza dell’Unità dalla parte anteriore, discendendo le vie del rione di San Vito, dopo aver superato il Cemut di via dei Capitelli, scarpina per uno sterrato di diversi metri di profondità, composto da sedime, pietre e terra. Il volume di materiale da riporto è talmente elevato che copre parte del muro laterale dell’antica casa Francol, giungendo (quasi) a toccare il panduro sovra la porta murata.
In realtà, al di sotto di uno strato superficiale di spazzatura, vi sono reperti medievali e romani mescolati a sedimenti che attendono da tempo di essere scoperti e analizzati. Perchè dunque non recuperare l’antica casa, eliminare lo sterrato e, nel contempo, migliorare la viabilità della zona? È l’ipotesi al vaglio tra la Soprintendenza e il Comune di Trieste, progettato per i primi mesi del 2023 e con termine al 2025. Le diverse fasi, secondo una ricostruzione de Il Piccolo, prevedono dapprima di scavare lo sterrato ed analizzare eventuali reperti; poi successivamente di eliminare la massa di terriccio. Verrà successivamente realizzato un passaggio pedonale con alcune sezioni dove sarà possibile guardare le pietre antiche sottostanti, continuando quel lavoro volto a valorizzare la Tergeste di un tempo diffusa un po’ dovunque nella zona Urban. La fase finale prevede apposite didascalie informative e passerelle. L’operazione, per la parte comunale, viene guidata dall’assessore Sandra Savino; il Comune vi allocherà 240mila euro, mentre la Soprintendenza ha stanziato 1 milione 530mila euro. Ancora insoluto invece il recupero o meno della vicina Casa Francol, anch’essa di notevole valore storico.

[z.s.]

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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