25 novembre. Giornata internazionale contro la violenza sulle donne

25.11.2019 – 08.00 – Oggi, lunedì 25 novembre, ricorre la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, istituita il 17 dicembre 1999 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite con l’approvazione della risoluzione 54/134. La scelta di tale data non è casuale: il 25 novembre, infatti, coincide con il giorno in cui, nel 1960, vennero assassinate le sorelle Mirabal, attiviste politiche della Repubblica Dominicana che si ribellarono alle atrocità commesse durante “l’era di Trujillo”, gli anni della dittatura di Rafael Leónidas Trujillo Molina. Proprio quel 25 novembre di quasi sessant’anni fa, l’auto su cui viaggiavano le sorelle che si stavano recando in visita ai propri compagni incarcerati, anch’essi attivisti, venne intercettata; le sorelle Mirabal vennero quindi catturate, torturate ed infine uccise. Vent’anni dopo, nel 1981, venne organizzato a Bogotà (Colombia), il Primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, nel corso del quale la Repubblica Dominicana propose il 25 novembre quale data simbolo della denuncia del maltrattamento fisico e psicologico ai danni di donne e bambine, in onore delle tre sorelle Patria, Minerva e Maria Teresa. A questa commemorazione aderirono via via sempre più paesi, fino all’istituzione nel 1999 della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne da parte dell’ONU.
Risale, invece, al 20 dicembre 1993, la Dichiarazione sull’eliminazione della violenza contro le donne adottata da parte dell’Assemblea delle Nazioni Unite con la risoluzione 48/104, quale riconoscimento della “necessità urgente per l’applicazione universale alle donne dei diritti e dei principi in materia di uguaglianza, sicurezza, libertà, integrità e dignità di tutti gli esseri umani.” Nello specifico, nell’articolo uno della Dichiarazione viene definita ‘violenza contro le donne‘ “qualsiasi atto di violenza di genere che comporta, o che è probabile che comporti, una sofferenza fisica, sessuale o psicologica o una qualsiasi forma di sofferenza alla donna, comprese le minacce di tali violenze, forme di coercizione o forme arbitrarie di privazione della libertà personale sia che si verifichino nel contesto della vita privata che di quella pubblica”.

Secondo i dati Istat illustrati il 6 marzo di quest’anno nel corso del seminario “La violenza contro le donne. Dai dati statistici ai nuovi strumenti“, sono nel complesso sei milioni e 788mila le donne tra i sedici e i settant’anni, in Italia, che hanno subito forme di violenza fisica o sessuale nel corso della loro vita; il 31,5 per cento. Nello specifico, sono quattro milioni e 353 mila le donne che hanno subito violenza fisica, quattro milioni e 520mila le donne che hanno subito violenza sessuale, e un milione e 157mila le donne che hanno subito uno stupro o un tentato stupro. Rispettivamente, il 20,2, il 21 ed il 5,4 per cento.
Tra le violenze sessuali più diffuse risultano le molestie fisiche, (15,6 per cento), i rapporti indesiderati e vissuti come violenza, (4,7 per cento), gli stupri, (3%) ed i tentati stupri (3,5 per cento). I casi di violenze fisiche, di stupri e tentanti stupri, risultano essere commessi in prevalenza nell’ambito di relazioni affettive/famigliari, con il 62,7 per cento delle violenze sessuali perpetrate dal partner, il 3,6 per cento da parenti ed il 9,4 per cento da “amici”. Al contrario, le molestie sessuali risultano essere invece commesse nella maggior parte dei casi da sconosciuti (76,8 per cento).

Confrontando i dati delle violenze verificatesi negli ultimi cinque anni, con i dati relativi allo stesso intervallo di tempo raccolti nella precedente indagine Istat del 2006, emerge esserci da un lato un miglioramento, con la diminuzione a livello generale (dal 13,3 all’11,3 per cento) di casi di violenza fisica e sessuale sia da parte di partner ed ex partner, che da parte di sconosciuti. Tuttavia, rimane al contempo drammatico il dato inerente alla violenza nelle sue forme più gravi, stupri e tentati stupri, così come i casi di forme più efferate di violenza fisica; risulta infatti in aumento la gravità delle violenze sessuali e fisiche subite, con una percentuale di donne che hanno subito tali violenze da parte di partner ed ex partner che passa dal 64 al 76,7 per cento, con un aumento, inoltre, della gravità delle violenze perpetrate da sconosciuti.

Inoltre, ad affiancare la violenza fisica vi è spesso anche una altrettanto grave tipologia di violenza: quella psicologica ed economica, intesa come comportamenti atti all’umiliazione, alla svalorizzazione, al controllo e all’intimidazione, nonché alla privazione o limitazione nell’accesso alle proprie disponibilità economiche o della famiglia. I dati riportati dall’Istat in merito a tali violenze, che risultano essere perpetrate per la maggior parte da partner o da ex partner, segnalano però un miglioramento: sempre confrontando gli ultimi cinque anni con la precedente indagine del 2006, le violenze psicologiche da parte del partner attuale sono passate dal 42,3 al 26,4 per cento, e, quando non affiancate da violenza fisica o sessuale, dal 35,9 al 22,4 per cento.
Una percentuale non trascurabile riguarda inoltre i casi di stalking, secondo il rapporto Eures 2019 su “Femminicidio e violenza di genere in Italia”, il dato risulta infatti essere in costante crescita, con 14,871 denunce nel 2018: una crescita pari al 4,4 per cento rispetto al 2017 e al 19,5 per cento rispetto al 2014. Secondo gli ultimi dati disponibili il 76,2 per cento del totale delle denunce riguarda vittime di sesso femminile.

Drammatici infine i numeri riguardanti i casi di femminicidio; sempre secondo il rapporto Eures 2019, nel 2018 sono state 142 le donne uccise, delle quali 119 in famiglia; tra i moventi principali la “gelosia ed il possesso”. In percentuale, il rapporto evidenzia come le vittime femminili raggiungono nel 2018 il valore più alto mai censito in Italia, con il 40,3%, a fronte del 35,6% dell’anno precedente. In aumento in particolare gli omicidi commessi in ambito famigliare e affettivo, che registrano un +6,3 per cento; ambiente nel quale si consumano l’85,1 per cento degli eventi aventi come vittime le donne. Nei primi dieci mesi del 2019 sono stati 94 i femminicidi censiti in Italia sempre dall’Eures.

Numeri, in molti casi, decisamente poco rassicuranti. Tuttavia, un ultimo dato riportato dall’Istat segnala un fondamentale ed importante miglioramento corrispondente ad aumento della consapevolezza da parte delle donne ed in particolare di una maggiore capacità, da parte di quest’ultime, di uscire da relazioni violente o di prevenirle. La violenza, negli ultimi cinque anni, è infatti considerata più spesso come un reato, (dal 14,3 al 29,6 per cento), è più spesso raccontata a qualcuno (dal 67,8 al 75,9 per cento), ed è più spesso denunciata alle forze dell’ordine (dal 6,7 al 11,8 per cento). Tale miglioramento viene collegato ad una maggiore crescita della coscienza femminile, ad un’aumentata informazione diffusa nella società, ed infine ad un clima sociale di maggiore condanna nei confronti di tali violenze, conseguente anche alle leggi che si sono susseguite negli ultimi anni sul tema.

(Fonti: Istat, Ansa, Eures)

 

Nicole Petrucci
Nicole Petruccihttps://www.triesteallnews.it
Giornalista iscritta all'Ordine del Friuli Venezia Giulia. Direttrice responsabile

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