04.11.2019 – 08.52 – Conclusione con un gran fiorire di Premi di ogni genere e tipologia per l’ultimo giorno del Trieste Science+Fiction Festival, domenica 3 novembre: la kermesse si conferma, again, punto d’incontro internazionale, alcuni fantascientifici fan direbbero “galattico”.
Si parte con il Premio Asteroide, assegnato al miglior film di fantascienza, horror e fantasy riservato alle opere prime, seconde o terze di registi emergenti. Vince “Aniara” di Pella Kågerman, Hugo Lilja (Svezia, 2018), un “vero film science+fiction con un forte messaggio ambientalista ed esistenzialista. La Giuria ha particolarmente apprezzato il personaggio di Mima”. Il premio è stato assegnato da una giuria internazionale composta da Brian Yuzna, produttore e regista, da Evrim Ersoy, giornalista e direttore creativo del Fantastic Fest di Austin in Texas, e dal documentarista Alexandre O. Philippe.
Si prosegue con il Premio Méliès d’argent, riservato ai lungometraggi di genere fantasy di produzione europea. Il vincitore stavolta è “Extra Ordinary” di Mike Ahern, Enda Loughman (Irlanda, Belgio, 2019) con una “Una deliziosa ghost story che deve molto all’ottimo cast, alla sceneggiatura e alla regia. Una storia universale che rimane ancorata alla cultura e al folklore europeo e irlandese. Una storia classica rivista con un ritmo e stile attuali”.
La Giuria 2019 del premio Méliès d’argent è formata da Fabio Frizzi, compositore e direttore d’orchestra, da Lorenzo Ferrari Ardicini, Ceo di CG Entertainment e presidente di Univideo, e da Thierry Phlips, giornalista e presidente del Razor Reel Flanders Film Festival di Bruges.
Ma non è mancato spazio per le più piccole produzioni con il Premio Méliès d’argent – Cortometraggi, vinto da “This Time Away” di Magali Barbé (UK, 2019). La storia di un anziano che vive isolato, perseguitato dal suo passato e dai ricordi della famiglia che un tempo aveva… fino all’arrivo di un visitatore inatteso che stravolge la sua solitaria routine.
C’era anche Rai4 che ha assegnato il Premio Wonderland al miglior film della selezione ufficiale Neon: “After Midnight” di Jeremy Gardner, Christian Stella (Usa, 2019).
“Un’intelligente metafora della crisi sentimentale di una giovane coppia, nella quale il raffinato intreccio narrativo conduce il protagonista maschile nel labirinto di un’angosciosa solitudine e l’esperienza della paura diventa mostruosa e spiazzante”.
Trieste Science+Fiction non sarebbe nulla senza i suoi redattori, senza le sue folle di giornalisti e recensori; ed ecco allora giungere Stars’ War – Premio della Critica Web, assegnato quest’anno a “Extra Ordinary” di Mike Ahern, Enda Loughman (Irlanda, Belgio, 2019). Le testate responsabili erano BadTaste, Blow Out, Cineblog, CineClandestino, CineLapsus, Cinematographe, Quinlan, Sentieri Selvaggi e Taxi Drivers.
“Extra Ordinary” continua a collezionare un riconoscimento dietro l’altro con “Premio Nocturno Nuove Visioni“, conferito dall’omonima rivista italiana dedicata al cinema di genere.
Il Premio CineLab Spazio Corto viene riservato al miglior cortometraggio italiano e ha la particolarità di venire conferito da una giuria composta da studenti. Stavolta vincitore è “N” di Iacopo Di Girolamo (Italia, UK, 2019), perchè “riesce ad applicare la filosofia di Stanislaw Lem a una forma espressionista, non entrando in contraddizione con essa, né ottenendo un risultato parodico, ma rimediandone temi e stile, per creare un’opera originale”.
“Extra Ordinary” ha poi trionfato (ancora!) con il Premio del pubblico, assegnato al film che riceve il maggior numero di voti dal pubblico in sala.
Siamo tutti nani sulle spalle dei giganti; mossi in stop motion, però, con il Premio Asteroide alla Carriera conferito a Phil Tippett, due volte premio Oscar, maestro degli effetti speciali per “Jurassic Park” e “Il ritorno dello Jedi”.


