UNASCI a Trieste, lo sport visto dal lato delle associazioni. A fine novembre il congresso

23.10.19 – 09.06 – Convegno a Trieste, il 30 novembre prossimo, per l’Unasci, l’Unione Nazionale delle Associazioni Sportive Centenarie d’Italia. Sarà infatti ospite, nelle persone del suo comitato direttivo e di molti dei rappresentanti dei soci provenienti da tutta Italia, della Società Ginnastica Triestina, che darà supporto all’evento. Unasci, come il suo nome, scritto per esteso e superato l’acronimo, rivela, è l’associazione formata dalle associazioni sportive fondate da almeno cento anni e tuttora attive. Incontrare l’Unasci è un modo diverso di fare sport, solo apparentemente lontano dai campi di gioco e dalle palestre, ed è l’occasione per parlare con Bruno Gozzellino, suo presidente; l’opportunità che si offre è quella di poter trattare l’argomento non solo dal punto di vista dell’atleta e dell’occasione agonistica, ma della società.

Presidente Gozzellino, quelli di Unasci sono vent’anni di associazionismo, se non sbaglio.

“Quasi, si; dopo la fondazione nel 2000, abbiamo iniziato le attività l’anno seguente, puntando a radunare le società di tutte le discipline sportive, di tutta Italia, compresi club alpini, automobile club e motoclub, leghe navali. Tutti quelli che sono affiliati al CONI in una o nell’altra forma: attraverso una disciplina sportiva, un gruppo o ad esempio un’associazione di promozione sociale. Nel 2004 Unasci è stata riconosciuta, proprio dal CONI, associazione benemerita, grazie ai risultati raggiunti”.

Come mai la scelta di Trieste per il vostro convegno di quest’anno?

“Io vengo da Torino ma amo molto Trieste ed è una città ricca di realtà sportive storiche e importanti: la Ginnastica Triestina ma non solo, ci sono il Circolo Canottieri Saturnia, il Nettuno, Triestina Calcio, la Nautica Pietas Julia, il Ponziana. Unasci organizza due eventi nazionali l’anno: uno è l’assemblea, in marzo, l’altro un vero e proprio convegno, per consuetudine in autunno: il 30 novembre Unasci sarà a Trieste, ospite di Società Ginnastica Triestina, per il quindicesimo convegno nazionale”.

Quali temi affronterà il convegno Unasci?

“Certamente parleremo della ricorrenza dei cent’anni di attività della Ginnastica Triestina in Italia: la società è stata fondata nel è 1863, ma il 22 giugno 1919 viene ricostituita nel territorio italiano dopo la Prima guerra mondiale. Ci fa piacere dare rilevanza a questa data, interlocutoria ma importante. Il tema del convegno sarà sport e famiglia: ‘Lo sport sia per i nonni che per i nipoti?’, con un punto interrogativo nel titolo che è provocatorio ed è uno degli spunti di discussione”.

Quali saranno i relatori che porteranno le testimonianze e riflessioni sui temi?

“Abbiamo parlato con Maurizio Damilano, campione di marcia, che però per precedenti impegni purtroppo il 30 novembre probabilmente non ci sarà; ma sarà presente con una sua relazione, incentrata proprio sui giovani. Poi, Marco Marchei, padre di Valentina Marchei campionessa di pattinaggio su ghiaccio: parlerà del rapporto fra i genitori e i figli che fanno sport. Il terzo relatore verrà indicato dalla Pro Senectute di Trieste e il suo intervento verterà sullo sport degli anziani. Forse ci sarà anche un quarto relatore, da confermare, presidente nazionale di un’altra associazione benemerita. Al convegno segue sempre una relazione scritta, che viene stampata e messa a disposizione pubblicamente”.

Quante sono le associazioni che aderiscono a Unasci in Italia?

“Sono sessantasette le provincie italiane che hanno almeno un’associazione iscritta; le associazioni costituenti sono state 69. Di anno in anno, Unasci chiude con un numero di associazioni iscritte fra le 200 e le 250”.

Le vostre finalità, oltre quella di valorizzare le associazioni sportive centenarie?

“Ci adoperiamo per salvaguardare e valorizzare l’aspetto storico delle società sportive e appartenenti in qualche modo al mondo sportivo in genere, non solo sotto il profilo agonistico ma anche sociale, educativo e culturale. Pensiamo che quello sociale sia un aspetto molto importante, non sempre messo in primo piano: eppure, nella tradizione italiana, in passato la cultura e l’istruzione sono sempre state viste coniugate con lo sport. Erano dirigenti di associazioni sportive Quintino Sella, Giuseppe Garibaldi: non esiste la parola sport nella nostra Costituzione, ma ancora oggi riveste un ruolo importante della vita. In più, riusciamo a mettere insieme e far parlare, e questo non succede spesso, dirigenti di tutte le discipline sportive. Se non vengono create opportunità d’incontro, ciascuno dei dirigenti tende a occuparsi solo della sua società, e questo è comprensibile, ed è comprensibile anche che le cose fatte sempre da soli possano diventare più difficili. Ginnastica Triestina ha avuto, negli ultimi anni, delle difficoltà, ma la nuova gestione è stata da subito molto attiva e propositiva ed è stata pronta a raccogliere l’opportunità di ospitarci per il convegno, cosa di cui siamo molto grati. In ogni regione d’Italia c’è una società che è un po’ ‘madre’ degli sport nelle rispettive categorie, una che è stata la prima: e Ginnastica Triestina, nel Friuli Venezia Giulia, è sicuramente una di queste. Un simbolo e una presenza storica, atletica e sociale importante per la vostra città.”

Quante associazioni triestine sono associate ad Unasci, presidente?

“Un terzo delle associazioni centenarie triestine, che sono circa una ventina, è associata ad Unasci. Con loro e con gli altri rappresentanti che parteciperanno al convegno vogliamo parlare non solo di argomenti sportivi e tecnici di gestione delle società stesse, che vengono affrontati puntualmente e in maniera approfondita, ma anche di socialità e senso di appartenenza. Lo sport non è solo gara. In questo convegno, cercheremo di fare in modo di incentivare la partecipazione di studenti dell’Università di Trieste”.

Unasci aiuta i suoi iscritti anche nella gestione delle società sportive, quindi?

“Per le problematiche più attuali, quelle che attengono alla gestione. Attingendo all’esperienza delle altre società e associazioni iscritte e agevolando la comunicazione. Che io faccia canottaggio, sci o scherma, la società e l’associazione si trova comunque a gestire aspetti legati alla segreteria, alla sede sociale e rapporti con gli istruttori, alle normative di sicurezza, alla rendicontazione e problematiche fiscali. Dinamiche di vita quotidiane. Noi portiamo ad esempio da tempo avanti la tesi che le normative che regolamentano la vita di una realtà sportiva, o immediatamente correlate, non possono essere quelle del cosiddetto ‘terzo settore‘: associazioni sportive e associazioni culturali ad esempio hanno due realtà diverse, ciascuna con le sue particolarità ed esigenze”.

Vorreste quindi una modifica della legislazione attuale?

“Si, è quello che ci auguriamo. Abbiamo bisogno di normative specifiche per lo sport, di una maggiore attenzione del legislatore portandolo a riconoscere il fatto che lo sport è un settore importante e meritevole di una gestione separata ed adeguata. Smettendo di copiare dalle Onlus e dalle altre organizzazioni non lucrative, che hanno scopi diversi, costi di gestione diversi, necessità di contratti con i collaboratori di tipo diverso. Solo per citare alcuni degli aspetti. Mantenere in uno stesso insieme sia le associazioni sportive che quelle culturali crea uno squilibrio e difficoltà per entrambi i mondi”.

Questo problema riguarda anche gli istruttori e le carriere sportive?

“È una realtà che sta di fronte agli occhi di tutti, quella che gran parte degli atleti provenga da corpi sportivi militari. Noi ci chiediamo: perché? Non possiamo, lavorando assieme, fare in modo che anche una società privata, come può essere proprio la Ginnastica Triestina ma anche molti altri, riesca a essere sostenuta e dare accesso al mondo del professionismo sportivo ai giovani, portandoli più spesso alla medaglia d’oro olimpica? È una contraddizione quella di dover diventare per forza poliziotti o carabinieri per poter fare sport a un certo livello”.

A livello istituzionale e politico, c’è attenzione nei confronti delle problematiche che segnalate come Unasci?

“C’è molta apparenza, e poca sostanza. Accade anche perché chi regge i ministeri competenti in materia e ha incarichi di più alto livello sa poco o niente di sport; è purtroppo anche questo un dato di fatto. E quando si tratta di sport, come materia, è difficile, per un ministro, sopperire alla mancanza di conoscenza diretta affidandosi solo all’esperienza di pochi tecnici veramente preparati. Nei confronti delle disposizioni normative attuali, io sono molto critico”.

Vi aspettate una buona partecipazione al convegno triestino di novembre?

“Si, con partecipanti da almeno una quindicina di regioni d’Italia e un centinaio di persone in rappresentanza di una sessantina di società. Sommando i tesserati delle società che aderiscono a Unasci, arriviamo con facilità a 200 mila persone in contatto con le nostre iniziative”.

In ambito culturale, invece, che cosa proponete?

“Promuoviamo il museo virtuale. Partendo dall’idea che un oggetto appartenente alla storia di una società sportiva deve essere valorizzato nella sua sede di appartenenza, pensiamo che sia bello e abbia molto valore permettere a tutti di vederlo. Nelle società sportive ci sono coppe, trofei, testimonianze delle epoche trascorse, che passano che sono spesso lasciate in un angolo e dimenticate. A volte hanno un grandissimo valore artistico e documentale. Rendiamole visibili a tutti perlomeno via Internet: se poi si vorrà vedere anche dal vivo, si potranno trovare i riferimenti per farlo. Alcune società, purtroppo, hanno perso per sempre i loro archivi: la perdita di quello di Firenze, dopo l’alluvione del 1966, è stata dolorosa, e non è l’unica esperienza di questo tipo. Però c’è una tendenza delle società a trascurare e buttar via; e questo, anche se a volte è comprensibile perché si lotta sempre con il problema degli spazi e dei costi, è un peccato. Noi cerchiamo di aiutare, e alcune società hanno un patrimonio straordinario: la Ginnastica di Torino conserva tutti gli atti dalla sua fondazione nel 1844 a oggi, e anche la Ginnastica Triestina ha documenti importanti: tali, noi crediamo, di poter diventare d’interesse per le sovrintendenze ministeriali, che possono almeno raccoglierli e conservarli, e le Belle Arti. È qualcosa su cui sicuramente continueremo a sollecitare l’attenzione”.

[r.s.]

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