Porto Vecchio, qual è la situazione? Italia Nostra e la riqualificazione

30.10.2019 – 20.01 – Man mano che il calendario si avvicina a quel luglio 2020 teatro di ESOF, il Comune di Trieste accelera la riqualificazione del Porto Vecchio, principale protagonista del rinnovamento cittadino. Uno scenario perfetto per guidare e accompagnare il recupero storico-architettonico della zona, coniugando le necessità economiche con quelle museali. In questo contesto Italia Nostra, tramite la sezione di Trieste, ha oggi tenuto una conferenza, nella quale le principali istituzioni hanno “tirato le somme” del lavoro in corso.
Erano presenti il Sindaco Roberto Dipiazza, l’assessore Giorgio Rossi, il prof. Stefano Fantoni, il vicepresidente del consiglio regionale Francesco Russo e l’imprenditore Diego Bravar. La presidente della sezione triestina di Italia Nostra, l’architetto Antonella Caroli, ha proposto nell’occasione gli ultimi aggiornamenti e piani dell’associazione per il Porto Vecchio. Specificatamente la proposta – da realizzare in tempi brevi – di trasformare una sezione del Magazzino 27b, presso il futuro Centro Congressi, in una sezione museale e ricreativa, chiamata “Trieste Heritage Transport Hub“. Il magazzino originariamente era la fabbrica FORD della città. Un contributo realizzato con specialisti del settore, coinvolgendo nell’azione di recupero l’Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale (AIPAI).

“Sono novant’anni che lo stabilimento FORD di Trieste è stato soppresso, nel 1929, per “superiori interessi nazionali”. Trieste non doveva dare fastidio ad altre realtà sabaude, cioè a Torino. Anche questa è parte della storia della nostra città.” Così il responsabile del Circolo della Stampa, Luciano Santin, ha inaugurato la conferenza, dando la parola alla presidente Antonella Caroli. Proprio infatti la fabbrica della FORD era il magazzino 27b oggi conservato in Porto Vecchio, designato da Italia Nostra quale possibile sede per valorizzare la storia dei trasporti locali. L’eccellenza degli autobus triestini e la ricca storia dei trasporti pubblici giuliani – basti menzionare i filobus – rendono la città un luogo perfetto per ricordare l’epopea dei trasporti, tanto pubblici, quanto privati e/o per la logistica portuale. In tal senso Italia Nostra vorrebbe che la fabbrica diventasse il nucleo “vivo” di una collezione di mezzi di trasporto di grande valore storico e artistico, tramite prestiti dai privati o utilizzando il patrimonio già pronto a Trieste. Si pensi agli autocarri per il trasporto merci, agli autobus e ai tram, per le persone e ai raduni di auto storiche, che già avvengono nel capoluogo.

Il luogo in questione, ovvero il magazzino 27b o ex fabbrica FORD, avrebbe sufficiente spazio anche per una zona per i bambini: ricreativa e/o didattica, dove il professore o il ricercatore in viaggio può lasciare i figliuoli prima di recarsi al Centro Congressi.
Strutture di questo genere già esistono a Londra, così ad Amburgo e nei musei dell’Europa del nord, dove la prole non viene abbandonata a sé stessa, ma guidata e accompagnata.
L’area ricreativa permetterebbe di ospitare i figli dei visitatori al Centro Congressi, così come, eventualmente, di intrattenerli e/o educarli con automobiline dei modelli reali esposti nella parte museale e/o con percorsi ad hoc.

Un eventuale realizzazione di un hub museale incentrato sulla storia dei trasporti, pertanto, permetterebbe di inserirsi in una corrente di grande successo, ovvero delle auto storiche, che vanta un turismo di lusso in linea con l’interesse verso la Russia e il Medio Oriente della Regione. La presenza di automobili di pregio inoltre avverrebbe a rotazione, rinnovando parte dell’esposizione ogni tot. Italia Nostra vorrebbe inoltre promuovere, in linea con questa “rievocazione” del passato cittadino, una linea di trasporti con vetture storiche che connetta ulteriormente il Porto Vecchio con il centro urbano.
Una suggestione che avrebbe un impatto moderno con i turisti, allontanandosi dai modelli rigidi e cattedratici dei musei tradizionali.

La riqualificazione del Porto Vecchio è stato poi argomento ripreso dal Sindaco Roberto Dipiazza che ha ricordato a quale punto siano i lavori nell’area: “Facciamo la foto della situazione. Come sapete abbiamo ESOF a luglio, per cui dobbiamo correre e stiamo correndo: stiamo allestendo i fanali, preparando il parcheggio, gigantesco, perchè il Centro Congressi richiederà 2300 posti, non cosa da nulla… I tempi sono contingentati, ma stiamo procedendo di buona lena”.

“Il Magazzino 26 – ha annunciato – ospiterà all’interno una serie di musei, con un’operazione di economia di scala, traslocando ad esempio il Museo dell’Antartide. Dietro, invece, ci saranno gli stalli degli autobus e al pianoterra l’Infopoint. Chi arriva da fuori, pertanto, avrà subito a disposizione le informazioni necessarie per sapere dove dirigersi. Questo in quanto vogliamo aumentare la permanenza dei turisti in città, da un giorno, a quattro, cinque giorni. I numeri, in tal senso, sono incoraggianti”.

“Occorrerà anche pensare alla Fiera del Caffè; – ha ricordato Dipiazza – escogitare quale luogo potrebbe ospitare nel Porto Vecchio l’evento che avviene ormai ogni due anni.
La cosa più bella del Porto Vecchio è come tutta la città si sia concentrata su questo progetto, tanto nella politica, quanto tra i cittadini: abbiamo il vento in poppa e stiamo cercando di vogare verso l’obiettivo”.

Una visione ottimista condivisa dal vicepresidente del consiglio regionale, Francesco Russo: “Sono passati quasi cinque anni da quella notte quando passò l’emendamento di sdemanializzazione. E per la prima volta finalmente la politica sembra marciare tutta nella stessa direzione: il Comune fa la sua parte, la Regione altrettanto e anche il Governo nazionale dovrà supportare. Proprio la settimana scorsa il nuovo Ministro dei Trasporti, De Micheli, ha visitato il Porto Vecchio”.

“Questo coordinamento – ha osservato Russo – è sintomo di una città che vuole essere protagonista; che vuole fare la sua parte; grande merito del lavoro di Italia Nostra Trieste è stato aver tenuta viva la memoria del Porto Vecchio, senza che si scivolasse nel dimenticatoio.
Occorre sognare in grande. Il Porto Vecchio non può essere un’operazione ordinaria. Anche perchè non basta Trieste a riempire il Porto Vecchio. La città ha un deficit demografico; dobbiamo far sì, ma su questo credo siate tutti d’accordo, che il Porto diventi una calamita. Di nuovi arrivi, di ricercatori, di imprese, di famiglie…”

ESOF avrà anche la funzione di vetrina della città: mostrare cosa può diventare la città.
Mi ha colpito tra i tanti progetti che arrivano per il recupero del Porto Vecchio un’agenzia esperta di riqualificazione urbana, con sede a Londra, che ha previsto che i lavori impegneranno duemila cento miliardi di euro. Queste sono le reali dimensioni, le reali possibilità. Trasformare il Porto Vecchio nel luogo più bello del Mediterraneo”. Ha concluso Russo.

Il Sindaco, nel riprendere le parole del Vicepresidente, ha fatto una comparazione con l’Argentina: “Sono stato a Puerto Madero, a Buenos Aires, loro avevano 165 ettari da riqualificare, hanno impiegato vent’anni. Io sono convinto che compreso l’anno in cui sono partito riusciremo con dieci anni a portarlo a termine.”

La conferenza stampa di Italia Nostra – Trieste ha avuto un notevole successo, con un’ampia presenza di specialisti, rappresentanti delle istituzioni e delle aziende. Tuttavia c’è stato una forte sconnessione tra l’argomento dell’incontro e gli interventi delle istituzioni. Se Italia Nostra voleva proporre e aprire un dibattito sulla storia dei trasporti e il possibile riutilizzo del magazzino 27b, il sindaco Dipiazza, così come i rappresentanti statali, hanno preferito elogiare i lavori nell’ex area portuale, senza commentare la proposta dell’associazione, né le sue possibilità di riqualificazione.
Da un lato una proposta concreta, dall’altro una vetrina.