25.09.2019 – 16.23 – L’assessore regionale all’Ambiente, Fabio Scoccimarro, ha oggi rivelato la posizione del Friuli Venezia Giulia nei confronti del nucleare, con specifico riferimento al progetto della Slovenia di raddoppiare la centrale di Krsko. La posizione di Scoccimarro è sofistica: la Regione, infatti, non è pro o contro, ma valuterà di volta in volta come agire (e giudicare) il vicino sloveno. Se infatti a livello di popolazione il nucleare ha ormai una cattivissima fama, complice la serie tv su Chernobyl e il recente incidente in Russia, è d’altro canto innegabile come la Regione e l’Italia siano sempre più affamati di energia. Scoccimarro, a questo proposito, non nasconde una certa simpatia nei confronti di Krsko, avanzando il progetto di un partenariato con Lubiana. Il Friuli Venezia Giulia avrebbe così modo di disporre di energia elettrica a buon mercato, accaparrandosi, per così dire, una fetta della torta nucleare.
“Una centrale che dista appena 130 chilometri dalla nostra Regione (e Paese) – scrive l’assessore – non può che vederci attenti e in prima linea sulla sicurezza, come è evidente che il tema del superamento del carbone per la produzione di energia va nella direzione di fonti alternative”.
Ricordando che la centrale è una proprietà mista sloveno-croata e fornisce elettricità in una dimensione locale-regionale, “la Regione – così l’assessore – potrebbe esplorare la possibilità di un partenariato attraverso una verifica con i governi di Slovenia e Croazia, magari come futuro asset della “società energetica regionale” (come per esempio l’Enel che detiene quote di centrali nucleari in giro per l’Europa)”.
Per quanto riguarda il tema della sicurezza, “daremo mandato ad Arpa – scrive Scoccimarro – di stabilire un calendario più stretto di riunioni bilaterali ai fini del controllo della sicurezza della centrale. Ma questo e altri temi ambientali ed energetici – è la conclusione dell’assessore – saranno oggetto di un incontro che chiederemo tramite il neo ministro degli Esteri alla Repubblica Slovena”.
Il Partito Democratico, attraverso le parole dell’ex Presidente della Regione Serracchiani, ha criticato durissimamente la proposta di Scoccimarro: l’opzione, infatti, “è fuori dal tempo e fuori dal buon senso. Il rischio rappresentato da una centrale nucleare a 130 km dai nostri confini non può essere sottovalutato in modo così grossolano, inventando ruoli di politica estera che nemmeno una Regione autonoma può esercitare”.


