05.09.2019 – 11.05 – 1984. Nell’anno del libro di Orwell, il Mac diventa commerciale; poi uscirà “Do they know it’s Christmas” e prima di questo una giovanissima Susanna Huckstep, appena quindicenne, viene eletta Miss Italia al concorso di Salsomaggiore Terme. Nato ufficialmente nel 1946, da un’idea di Dino Villani che ne aveva dato un anticipazione nel 1939 con “5000 lire per un sorriso”, il concorso di Miss Italia dal 1959 vede la regia di Enzo Mirigliani, che continuerà fino al 2002, anno in cui gli succede la figlia, Patrizia Mirigliani. Con oltre cinquant’anni di storia alle spalle, il celebre concorso si è sviluppato ed evoluto, adattandosi inevitabilmente a quelli che furono, che sono – e che saranno – i cambiamenti della società ed in particolare del ruolo della donna: dalle critiche e dalle contestazioni negli anni del movimento femminista, che ne denunciava il modo in cui la donna veniva rappresentata, all’abolizione delle misure e all’apertura del concorso anche alle madri e alle donne sposate negli anni Novanta, fino al divieto, a partire dal 2002, della partecipazione di ragazze minorenni al concorso.
Seppur talvolta aspramente criticato, Miss Italia ha rappresentato per molte delle vincitrici un significativo trampolino di lancio nel mondo della moda, del cinema e più in generale dello spettacolo. Il concorso è stato per lungo tempo un appuntamento fisso e imperdibile per molte famiglie italiane che ne seguivano la programmazione tradizionalmente in onda sulla RAI fino al 2013, anni difficili per gli organizzatori e di polemica persino con le istituzioni: passò su La7, perdendo un po’ del suo smalto e del richiamo sul pubblico stesso. Ora, al compimento dei suoi ottant’anni, Miss Italia, con questa edizione 2019, ritorna su RAI 1, con la sua serata finale che si svolgerà domani, venerdì 6 settembre, al PalaInvet di Jesolo. Ad essere chiamate su quel palco che le vide protagoniste in passato anche venti ex Miss Italia, tra le quali anche la triestina Huckstep, tra le più giovani Miss Italia della storia.

Susanna, sei pronta per tornare su quello stesso palco su cui, trentacinque anni fa, venisti incoronata Miss Italia?

“Un po’ di emozione sicuramente c’è. Tornare lì dopo molti anni sapendo che tutto è cambiato, assieme ad altre venti ex Miss, e vedere le giovani partecipanti di questa edizione; sarà sicuramente un bel tuffo nel passato, sarà emozionante e certamente io stessa mi emozionerò.”

Miss Italia di ieri e Miss Italia di oggi. Come si è evoluto secondo te il concorso rispetto a quando vi partecipasti tu?

“Trentacinque anni fa era tutto un po’ ‘all’acqua di rose’, era un gioco a cui si partecipava per divertimento. Noi inoltre eravamo tutte bambine perché all’epoca tante partecipanti erano ancora minorenni, cosa ad oggi vietata dal regolamento. Ad essere cambiata credo sia anche l’assegnazione dei premi stessi, all’epoca non si vincevano somme importanti, gli sponsor erano pochi e tutto veniva organizzato in modo completamente diverso. Oggi chiaramente gli sponsor sono aumentati e se non sbaglio la vincitrice ottiene una cifra più consistente.
Quest’anno per gli ottant’anni finalmente ritornerà ad essere trasmesso sulla RAI, certamente con la morte di Enzo Mirigliani qualcosa è andato a perdersi, ma mi auguro che anche per le prossime edizioni rimanga sulla rete RAI in quanto è un evento importante, che fa parte della nostra cultura e dell’Italia in generale, e che in un certo senso “unifica”.
Sono inoltre d’accordo sul fatto di ridurre la trasmissione ad una sola puntata, perché una settimana di programma era forse un po’ troppo.”

Com’è cambiata la tua vita, sia da un punto di vista professionale che privato, a seguito dell’incoronazione a Miss Italia? 

“Sono dovuta diventare adulta nel giro di un mese, avevo appena smesso di giocare con le bambole e mi sono ritrovata in un mondo dove dovevo viaggiare, muovermi, imparare a saper stare con le persone. Posso dire quindi che a livello personale è stato abbastanza uno shock, nonostante fossi seguita dagli agenti di Miss Italia che sono tutti grandi professionisti, non è stato facile per me affrontare questo cambiamento. Ero una bambina ed ero sola in giro per il mondo.
Dal punto di vista lavorativo sono stata quasi da subito ingaggiata da una grande agenzia, la Fashion Model di Milano e ho lavorato in tutto il mondo come modella e con i più grandi fotografi, con Helmut Newton, Oliviero Toscani e Ferdinando Scianna. L’impatto è stato anche sotto questo aspetto molto forte, ma devo dire che Miss Italia ha fatto si che si aprisse per me la ‘porta principale’: molte ragazze fanno anni di gavetta, io mi sono ritrovata subito in questo mondo ‘fantastico’ della moda, lavorando con stilisti del calibro di Armani e Versace. Per la bambina che ero allora è stato un bel cambiamento.”

Com’è stato lavorare con i grandi maestri della fotografia?

“Avevano tendenzialmente tutti caratteri molto forti. Qualcuno era geniale, qualcuno antipatico, qualcuno cattivissimo, qualcuno dolcissimo. Toscani era molto duro, Scianna molto dolce, Newton invece mi regalò dei negativi, cosa che non faceva mai con nessuno.”

Il tuo percorso, rispetto a molte altre tue colleghe ed ex Miss Italia, è stato sicuramente molto diverso: in pochissimo tempo hai iniziato a lavorare con alcune delle figure più celebri del mondo della moda. Come mai? 

“È una questione di scelta. Ora l’idea generale è che si vuole diventare famose e basta, indipendentemente dal lavoro; non vi è quindi una scelta su cosa effettivamente si voglia fare o su quale sia la carriera che si vuole intraprendere. All’epoca invece c’era più professionismo, sulla base della propria scelta si veniva indirizzate verso la carriera di modella, fotomodella, indossatrice o attrice e sulla base di quello che si decideva di fare bisognava prepararsi ed istruirsi, per poi intraprendere la strada scelta. Io non ero adatta a fare cinema perché ero e sono molto alta, per cui scelsi quella che ad oggi ritengono essere ancora la scelta più giusta per me, perché mi ha permesso di ottenere importanti risultati nel mondo della moda.”

Come sono cambiati secondo te i concorsi di bellezza nel corso degli anni? 

“Oggi c’è sicuramente più concorrenza, le partecipanti sono più aggressive perché vogliono ‘arrivare’ a tutti i costi. Noi all’epoca eravamo più semplici e in un certo senso anche meno preparate, non c’era malizia, a parte qualcuna. Adesso molte sono agguerrite e talvolta anche gli stessi genitori e le famiglie lo sono. Ci si prende un po’ troppo sul serio.”

È positivo secondo te che si sia andato a sdoganare quel tabù che vedeva il mondo dei concorsi di bellezza come prerogativa dell’universo femminile, aprendo invece le porte anche agli uomini? 

“Sicuramente. In un mondo completamente cambiato, in quest’epoca di social e di influencer, anche l’uomo ormai ci tiene. L’unica differenza è che un ragazzo avrà molte più difficoltà ad entrare in quel settore: sono pochissimi quelli che riescono a fare carriera nell’ambito, mentre una donna spesso ha più possibilità.”

Rispetto a trentacinque anni fa la società ed in particolare l’immagine della donna è radicalmente cambiata. In un’epoca in cui si cerca di eliminare i canoni di bellezza, nel tentativo di incentivare l’accettazione di sé e del proprio corpo, i concorsi di bellezza non rischiano invece di contribuire alla creazione di questi standard? 

“Tutti hanno avuto dei canoni, io ad esempio ero innamorata di Madonna. Abbiamo sotto un certo punto di vista bisogno di seguire e di imitare, è inevitabile, in fin dei conti siamo stati tutti fan di qualcuno. Per quanto riguarda nello specifico Miss Italia devo dire che le ragazze sono tutte molto semplici, fresche, quindi credo siano un buon esempio rispetto a quelli che magari sono i canoni di bellezza di oggi dove prevale la ‘trasgressione’, il voler stupire ed il mostrarsi il più possibile. Mi farebbe molto piacere se invece il Miss Italia potesse trasmettere questo messaggio di ritorno alla semplicità e ad una bellezza sana, pura.”

Nel 1992 hai aderito alla campagna contro l’anoressia nervosa promossa dal fotografo Oliviero Toscani. E’ ancora un problema molto diffuso nel settore della moda o sono stati fatti invece dei passi avanti? 

“Purtroppo no. Bisogna considerare che le taglie dei campionari sono 38/40 su donne alte 1.80 m e la modella per forza di cose deve stare negli abiti. E’ inoltre più facile che l’abito cada meglio se si ha un fisico magro e tendenzialmente con poco seno, gli stilisti continuano quindi a produrre le linee ed i campionari sulla base di queste taglie. E’ un problema che nasce dalla base.”

Com’è il lavoro di modella? Il mondo della moda è davvero così duro come viene descritto? 

“C’è tanta competizione ed è molto dura, per prendere un solo lavoro bisogna fare decine e decine di casting, per ottenerne uno importante bisogna farne almeno dieci al giorno. Poi ci sono gli spostamenti, spesso è previsto che si stia via per alcuni mesi perché, almeno ai miei tempi, le agenzie più importanti facevano gli scambi tra modelle, quindi se ad esempio da un momento all’altro ti veniva chiesto di andare per sei mesi in Australia, non ci si poteva permettere di rifiutare se si voleva continuare a lavorare, bisognava mollare tutto e partire. Inoltre, molti non ci pensano, ma è un lavoro che affatica anche sotto l’aspetto fisico dovendo spesso posare per ore e ore, in qualsiasi momento della giornata.”

Com’è adesso la tua vita? Ti interessi ancora al mondo della moda? 

“Adesso sono in pensione, ho compiuto poco fa cinquant’anni e oltre ad essere ospite a qualche evento o trasmissione, come nel caso della finale di Miss Italia, mi godo la mia famiglia. Inoltre, ho lavorato per molti anni nel mondo della moda, iniziando a quindici e smettendo poco tempo fa, e nonostante ci siano ancora fotografi che mi chiedono di lavorare con loro, davvero non ne ho più voglia: amo il mio settore, amo quel mondo che mi ha dato tanto e a cui sono molto grata, però ad un certo punto si chiude e basta.”

Un episodio che ti è particolarmente rimasto impresso di Miss Italia? 

“L’anno in cui partecipai io l’elezione venne fatta nel pomeriggio di nascosto solo per i giornalisti che dovevano far uscire la notizia il giorno dopo e dovevano quindi avere il tempo passarla. Noi tre elette eravamo lì, sapendo in anticipo di essere state elette ma ovviamente senza poterlo dire a nessuno. Un altro ricordo è che la seconda classificata, Fabrizia La Femmina, all’epoca aveva 13 anni, eravamo piccole, delle bambine.”