05.09.2019 – 10.43 – La società contemporanea, dove tutto si muove, tutto muta inesorabilmente senza offrire un porto sicuro, né punti di certezza, pone l’inevitabile domanda se ci sia qualcosa in grado di “resistere”, di offrire un’alternativa reale. Il festival “Cosa regge l’urto del tempo?” azzarda una risposta con una tre giorni di festa e riflessione, di giochi e conferenze, di convivialità e preghiera. Presso il parco Brun Chiavris, a Udine, per il weekend, dal 20 al 22 settembre 2019, le famiglie potranno incontrarsi e stare insieme nel weekend, vivendo un intenso momento di convivialità e amicizia. Un evento in primis dedicato dunque a genitori e figli, “Cosa regge l’urto del tempo?” è un invito rivolto a tutti i cittadini di Udine. Un’occasione specialmente preziosa per chi è genitore per la prima volta, per le famiglie appena formatasi, per i bambini e i ragazzi. Il festival prevederà infatti giochi gonfiabili per i più piccoli, tornei sportivi, attività ludiche, ma non solo; per i genitori le diverse conferenze analizzeranno, con piglio divulgativo, ma approfondito, la tematica della famiglia, al di là degli stereotipi e dei luoghi comuni.
Si parte venerdì pomeriggio, 20 settembre, alle ore 18.15 con la conferenza che dà il nome all’evento, “Cosa regge l’urto del tempo?” a cura dell’educatore Eugenio Nembrini. Ci si interrogherà se oggigiorno vale la pena sposarsi, avere dei figli, accoglierli in una vita che si preannuncia sempre più difficile e dolorosa.
Pietro Sarubbi, attore e commediografo piuttosto noto, presenterà poi il suo spettacolo, alle ore 21.15, con “Giuseppe il Misericordioso“.
Il festival vuole inoltre far conoscere non solo figure professionali, quanto “persone interessanti”, ai di là degli schemi: ed è questo il caso dei genitori affidatari Sante e Silvia Pagni, i quali illustreranno la propria esperienza con la conferenza “Famiglia: luogo di gratuità che genera legami“.
Sarà questo l’incontro che aprirà la giornata di sabato 21 settembre, ore 11.15, proseguendo poi al pomeriggio con un’altra conferenza stavolta squisitamente letteraria: Valerio Capasa, multiforme figura di insegnante, scrittore e critico letterario, dibatterà, alle ore 17, su Cesare Pavese con “È bello vivere perché vivere è cominciare, sempre, ad ogni istante”
Serata infine musicale (ore 21) con “Who wants to live forever?“, miscellanea di canzoni e musiche indimenticabili sul tema dell’affettività e delle relazioni famigliari.
I tre giorni vedranno protagonisti soprattutto i giovani e i bambini, con spettacoli, giochi e attività sportive. E proprio a questo riguardo domenica 22 settembre ci si interrogherà su “Cosa resta dopo l’attività agonistica?” andando al di là della pura dimensione competitiva a cui troppo spesso viene ridotto lo sport. Sarà presente a dibattere Giancarlo Ronchi, consigliere nazionale CDO e Andrea Muraro, ex nazionale di rugby.
La Santa Messa, alle ore 12, verrà amministrata da un sacerdote missionario da Vienna, che racconterà della propria, personalissima, esperienza. Infine, quale migliore conclusione se non una “casereccia”, con una grigliata, alle ore 13 e uno spettacolo rivolto ai più piccoli di Carlo Pastori, musicista e attore, alle ore 15, con “Lasciate che i bambini vengano a voi“.
La precedente edizione del Festival aveva avuto un ottimo successo, specie considerando la provincia di Udine, raccogliendo più di 250 persone, con una media di 200 a ogni conferenza. Un evento nato dal basso, spontaneamente, da un gruppo di famiglie desiderose di creare uno spazio d’incontro e di dialogo.
L’evento ha trovato poi un forte supporto con due associazioni di Udine, rispettivamente “Il Villaggio” e “Il Pellicano“. Il primo è un centro culturale nato negli anni Novanta per restituire una dimensione culturale alla cittadinanza di Udine, nella forma di concerti, cori e attività nell’occasione delle feste e delle ricorrenze storiche della nazione.
Il Pellicano, invece, è un centro di aggregazione giovanile, che organizza doposcuola e centri estivi, rivolti alle zone più “affaticate” e difficili di Udine, con alte percentuali di abbandono scolastico e/o di cittadini stranieri. Quest’anno il Pellicano ha partecipato (e vinto) un bando del Friuli Venezia Giulia rivolto all’associazionismo familiare, guadagnando così l’indispensabile co-finanziamento per garantire il Festival.


